Emergenza rifiuti ingestibile sul Vesuvio, patto fra 3 Comuni per i controlli

Andrea Ripa,  

Emergenza rifiuti ingestibile sul Vesuvio, patto fra 3 Comuni per i controlli

Un patto tra Comuni per provare a gestire un’emergenza diventata ormai una grana. Gli interventi per le bonifiche dei territori sono soltanto palliativi che non hanno risolto i problemi atavici di un territorio che ha soltanto spazzato via i cumuli di rifiuti senza mai risolvere alla base il problema legato allo sversamento illecito di materiali. Spesso speciali e spesso interrati, come si sta scoprendo in questi mesi lungo il tratto che dovrà ospitare la futura pista ciclabile. Le amministrazioni comunali di Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano e Terzigno si sono incontrate ieri mattina nell’aula consiliare del municipio di via Gionti – padrone di casa la fascia tricolore Francesco Ranieri – per dar vita a un protocollo d’intesa che sancisca l’unione di uomini e forze per il monitoraggio del territorio. Associazioni specializzate, Volontari, vigili urbani delle tre città funzionari e amministratori, tutti uniti per provare a mettere fine a un disastro che da anni attanaglia l’hinterland vesuviano. E il fatto che a raggiungere questo accordo siano tre delle città che da anni sono nel mirino delle organizzazioni criminali che sulle montagne di rifiuti hanno fatto affari è emblematico di quanto diffusa, e ingestibile ormai, sia diventato questo fenomeno. «Insieme possiamo provare a sconfiggere questo cancro per la nostra terra», dice il sindaco di Terzigno Francesco Ranieri. Al suo fianco siedono l’assessore alle politiche ambientali Sabrina Castaldo, l’assessore Giuseppe Caputo e la consigliera di Fratelli d’Italia Tina Ambrosio. In aula anche il capo dei vigili di Terzigno Francesco De Rosa e il dirigente Umberto Maria Alfieri. Da San Giuseppe Vesuviano l’assessore Enrico Ghirelli e da Poggiomarino il vicesindaco Luigi Belcuore (entrambi hanno la delega all’ambiente) chiudono il quadro dei politici presenti all’incontro. Insieme a loro il capo dell’ufficio tecnico del municipio sangiuseppese, Antonio Rega, la comandante dei vigili di Poggiomarino, Rita Bonagura, e il funzionario Rino Pagano. «L’emergenza rifiuti nei nostri territori può essere risolta unendoci. Dobbiamo dare vita a una task force, dare risposte concrete ai nostri cittadini. Soprattutto nelle zone di confine, spesso invase dai rifiuti. Uno sforzo congiunto può rappresentare un deterrente. Sia per la lotta all’abbandono illecito di rifiuti, sia contro la nascita di roghi tossici. Due fatto che sono correlati tra loro», hanno spiegato politici e funzionari presenti all’incontro che non era aperto né alla stampa, né al pubblico. L’impegno tra le amministrazioni comunali che hanno aderito al «patto anti-discariche» consiste nel monitoraggio costante delle zone a rischio, grazie anche all’ausilio delle associazioni impegnate nella tutela dell’ambiente. Un altro passo in avanti per il controllo del territorio dopoché per anni sono stati investiti milioni di euro per la realizzazione di impianti di videosorveglianza che non sono serviti a nulla, come capitato a Terzigno e San Giuseppe Vesuviano: due città piene di telecamere che non funzionano.

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