Agguato a un 17enne tra Torre e Boscoreale, le ombre sul raid e l’incubo di una nuova guerra per lo spaccio

Alessandra Miranda,  

Agguato a un 17enne tra Torre e Boscoreale, le ombre sul raid e l’incubo di una nuova guerra per lo spaccio

Ha appena 17 anni e già una pallottola conficcata nella gamba. E’ solo un minorenne, ma l’età anagrafica poco importa per chi vive nei rioni dove si cresce a pane e camorra. E’ lui l’ultima vittima di una guerra per lo spaccio di droga che continua a lasciare una lunga scia di sangue. L’ultimo episodio è andato in scena nella notte tra venerdì e sabato, un episodio ancora tutto da ricostruire e sul quale gli inquirenti nutrono forti perplessità sulla versione fornita dalla vittima. Si parte dalle parole che il 17enne ha riferito ai medici dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia dove è stato trasportato subito dopo il ferimento: «Stavo per conto mio sul motorino e mi hanno sparato». Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata – ai quali sono state affidate le indagini – il ragazzino si trovava in sella al suo scooter, un sh di colore nero. Stava percorrendo le stradine del rione Penniniello, un quartiere ad alta densità criminale e da sempre considerato il rione del clan Gallo oltre che una delle piazze di spaccio più famose del vesuviano. Era solo – sempre secondo la sua versione – quando qualcuno gli ha sparato. Il proiettile sarebbe partito da un balcone. Il ragazzino non ha saputo dire precisamente da quale direzione perché dopo il ferimento è subito scappato via. Si è rifugiato nel vicino rione del Piano Napoli, poche centinaia di metri di distanza dal Penniniello e altro quartiere a rischio considerato dagli inquirenti la Scampia del Vesuviano. Ha provato a nascondersi e solo dopo poco si è recato al nosocomio di Castellammare di Stabia. Qui è stato medicato dai sanitari del pronto soccorso. Il proiettile non si è conficcato nella gamba e il 17enne ha riportato una ferita lieve ma è rimasto in ospedale fino alla tarda serata di ieri. E’ stato interrogato dai carabinieri ma la sua versione non convince i militari: l’agguato sarebbe avvenuto nel Penniniello ma durante il sopralluogo gli uomini dell’Arma non sono riusciti a rinvenire nessun proiettile. E ancora: ha dichiarato di aver lasciato la sua moto all’isolato 21 ma nemmeno lo scooter è stato ritrovato. Troppi elementi che non coincidono, una versione fumosa e poco chiara per un episodio che potrebbe nascondere invece molto di più. Secondo i carabinieri infatti il ragazzino non dice la verità: non ha precedenti penali ma spesso è stato fermato e controllato perché in compagnia di pregiudicati. Insomma un episodio ancora tutto da chiarire ma la pista che seguono i carabinieri è quella che riconduce ad un raid armato per un regolamento di conti nell’ambito dello spaccio di droga. Una dinamica da ricostruire ma che potrebbe essere legata agli altri eventi che si sono verificati nell’ultimo mese tra Torre Annunziata e Boscoreale, due città dove lo spaccio di droga rappresenta un affare intorno al quale gira il business dei clan locali.

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