Da Scanzano a Sorrento la droga per i clienti vip

Salvatore Dare,  

Da Scanzano a Sorrento la droga per i clienti vip

Marijuana e soprattutto cocaina per soddisfare le “esigenze” dei clienti vip. Un vero e proprio fiume di sostanze stupefacenti che continua a inondare la movida della penisola sorrentina. Si tratta di un mercato illegale che riprende a crescere, sia per numero di richieste sia per i proventi che vengono garantiti alle holding dello spaccio. Da qui si apre una pista investigativa importante, su cui da mesi stanno alacremente lavorando gli 007. E’ quella che lega Scanzano, la roccaforte del clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia, e squadre di pusher pronte a piazzare dosi e dosi di marijuana e cocaina, in particolare ai giovani assuntori di Sorrento e dintorni. Un affare che porta incassi cash, sicuri, netti. Ed è così, che proprio nel corso delle ultime indagini anti droga, i poliziotti del commissariato di Sorrento hanno scoperto il business messo su da padre e figlio di Scanzano. Da ieri sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nei guai Francesco Marzullo, sessantuno anni, e il figlio Amedeo. Già noti alle forze dell’ordine, stando alle ricostruzioni fatte dagli agenti diretti dal vicequestore aggiunto Nicola Donadio, ricevevano gli ordinativi al telefono e si recavano personalmente a casa degli acquirenti in penisola sorrentina. Diretta dal sostituto procuratore Emilio Prisco, l’inchiesta ha portato anche al sequestro di 7,7 grammi di cocaina e 30,6 grammi di marijuana. Un quantitativo non proprio robusto, evidentemente, ma che, stando ai calcoli effettuati dai poliziotti di Sorrento, avrebbero garantito un discreto incasso in contanti, pari a tremila e duecento euro. Sotto la luce dei riflettori degli agenti del commissariato di Sorrento, in particolare, diverse consegne di sostanze stupefacenti tra gennaio e febbraio scorsi. Documentati 45 episodi di cessione di droga ai clienti, almeno cinque, di cui alcuni vip, tra liberi professionisti e imprenditori che, sentiti durante l’inchiesta, hanno confermato agli inquirenti di acquistare droga dai Marzullo. Il modus operandi era molto semplice: contatto telefonico tra cliente e pusher, magari anche attraverso un semplice messaggio, e incontro per la consegna delle dosi. E talvolta i due indagati garantivano pure la vendita a “domicilio”, con trasferte lampo in penisola sorrentina. Le indagini sono arrivate alla svolta quando il pubblico ministero Prisco, a chiusura del lavoro della polizia di Sorrento, ha chiesto l’applicazione di misure cautelari per padre e figlio, difesi dall’avvocato Francesco Schettino. Il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata Mariaconcetta Criscuolo, così, ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare disponendo gli arresti domiciliari per entrambi gli indagati che nel corso dei prossimi giorni dovranno sostenere, proprio dinanzi al gip, l’interrogatorio di garanzia.

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