Torre Annunziata, parla il ragazzo gay pestato dalle belve: «Se denuncio è inutile. Ho troppa paura»

metropolisweb,  

Torre Annunziata, parla il ragazzo gay pestato dalle belve: «Se denuncio è inutile. Ho troppa paura»

Da ieri mattina il suo telefono non smette di squillare. Ha gli occhi del mondo addosso Giorgio (nome di fantasia), il ragazzo gay di Torre Annunziata pestato a sangue da un branco di belve nel rione Penniniello qualche giorno fa. La sua voce trema al telefono. Il suo cuore è diviso in due: da un lato c’è la gioia di chi sente l’abbraccio della parte sana della città, dall’altro la paura. «Non sono un omertoso, ma so che la mia denuncia non servirebbe a nulla. Ho troppa paura», ripete il giorno dopo l’articolo di Metropolis che ha raccontato – con la sua voce – la sua storia. E’ stravolto Giorgio, inondato in un lampo da mille emozioni diverse. «Non credevo di scatenare tutto questo clamore – sottolinea – Non credevo di diventare un simbolo della lotta all’omofobia. Io ora ho solo tanta paura e voglio dimenticare quello che è accaduto. In tanti mi hanno chiesto perché non ho ancora formalizzato la denuncia. E’ perché temo ritorsioni e perché credo che dietro quell’aggressione ci sia anche una trappola». Ogni istante di quella notte si ripete nelle mente di quel ragazzo di 34 anni.  «Ho paura che quella gente possa ritornare – continua – che quei ragazzi mi trovino e che possano farmi nuovamente del male. Non sono omertoso ma vivo in questa città e purtroppo anche se vengono puniti dopo potranno nuovamente venirmi a cercare e picchiarmi, in quel caso non ci saranno le forze dell’ordine, mi spiace ma spero mi capiranno». Parole nelle quali è racchiusa la solitudine di chi vive in una realtà dove la paura e il silenzio restano le principali armi nelle mani dei violenti. «Ancora non ho dichiarato a nessuno della mia omosessualità – conclude prima di staccare la chiamata – Ma a quella gente voglio dire che non sarà la loro violenza a fermare la mia decisione di condividere quello che sto vivendo con gli altri, la famiglia, gli amici». E non sarà quella violenza a fermare la riscossa civile partita proprio nelle ore successive alla pubblicazione della notizia dell’aggressione al ragazzo di Torre Annunziata. Nel rione dove la scorsa notte Giorgio è stato aggredito da un branco di belve giovedì sfileranno cittadini e associazioni. Lo ha annunciato Antonello Sannino, presidente Arcigay e referente di Pride Vesuvio Rainbow, che domani pomeriggio alle 19,30 ha radunato associazioni e cittadini all’interno del rione Penniniello per dar vita ad una manifestazione. Un modo per esprimere vicinanza e solidarietà alle vittime dell’omofobia e per condannare questa inaccettabile violenza che da tanto, troppo tempo tiene in scacco Torre Annunziata. Una violenza che Giorgio ha provato sulla sua pelle quella notte. Una ferita che non si è ancora rimarginata. Un incubo che si ripete ogni sera, nei flash che corrono nei sentieri della sua mente. Un inferno dal quale però non ha ancora trovato il coraggio di liberarsi.

CRONACA