Stop all’asporto dopo le 22 in Campania, protesta dei gestori dei locali

Redazione,  

Stop all’asporto dopo le 22 in Campania, protesta dei gestori dei locali

Proprietari e gestori di bar e baretti del Centro storico di Napoli sul piede di guerra contro l’ordinanza della Regione Campania per cui da stasera scatta il divieto di vendita d’asporto di bevande alcoliche dalle ore 22 alle 6 del mattino. ”De Luca ha un problema con la movida, lo dica chiaramente” è il commento di molti esercenti che si dicono ”stanchi di essere l’unico bersaglio delle ordinanze della Regione. Siamo stufi di essere la categoria più danneggiata da queste decisioni anche perché nel resto del Paese la vita sta riprendendo mentre qui continuiamo a vivere nel terrore e con restrizioni superiori”.

L’ordinanza sancisce che dalle ore 22 la vendita di alcolici è permessa soltanto al banco o ai tavoli. ”Qui nel Centro ma anche in altre zone della città – riferisce un gestore – sono tantissimi i locali che non hanno posti al tavolo ma che vendono esclusivamente d’asporto. Chi li risarcisce? De Luca?”. Gli esercenti sottolineano che ”se l’ordinanza è stata fatta per evitare gli assembramenti di giovani non ha senso perché i ragazzi possono anche bere una bevanda analcolica e comunque restare nelle piazze”. Sconforto, rabbia e rassegnazione sono gli stati d’animo prevalenti tra chi lavora nel comparto.

”De Luca danneggia solo i bar – dice Domenico del San Domenico Cafè, nell’omonima piazza – Ormai i ragazzi sono abituati a comprare una birra, un cocktail e berla in piazza. Sono pochissimi quelli che si siedono al tavolo. Così ci uccide proprio quando speravamo che si potesse avere un po’ di respiro visto che nell’ultimo anno e mezzo abbiamo fatto la fame”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Chiara del wine&bar Novecento in piazza Del Gesù che tuttavia sottolinea: ”Noi tradizionalmente lavoriamo più ai tavoli, ma qui ci sono tantissimi locali che fanno solo asporto. Credo che così si faccia un grande torto a chi non ha tavoli. Tutti abbiamo il diritto di poter lavorare ed è una decisione ancora più difficile da digerire perché ancora una volta soltanto della regione Campania”.

CRONACA