Voto di scambio a Torre del Greco, Buono torna in procura: in arrivo il primo verdetto

Alberto Dortucci,  

Voto di scambio a Torre del Greco, Buono torna in procura: in arrivo il primo verdetto
L'ex consigliere comunale Mario Buono

Torre del Greco. A ottanta giorni dagli arresti ordinati dal gip Antonio Fiorentino del tribunale di Torre Annunziata e poi cancellati dal Riesame di Napoli, arriva alle battute finali l’inchiesta relativa al secondo filone dello scandalo voto di scambio alle elezioni del 2018 a Torre del Greco: la procura è pronta, infatti, a chiudere le indagini avviate dopo i video registrati il giorno del voto davanti a diversi «seggi caldi» della città del corallo. L’ultimo tassello del puzzle costruito in tre anni dal pool di magistrati guidati dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli e composto dai pm Giuseppe Borriello e Bianca Colangelo potrebbe essere il nuovo interrogatorio a cui si è sottoposto l’ex consigliere comunale Mario Buono, l’indagato «eccellente» inizialmente finito ai domiciliari a neanche un mese dal passaggio nella maggioranza guidata dal sindaco Giovanni Palomba.

L’ultimo atto

La scorsa settimana, l’imprenditore del settore del pulizie si è presentato – accompagnato dal suo legale di fiducia, l’avvocato Luigi Spadafora del foro di Nola – al quarto pieno del palazzo di giustizia di via Nazionale per essere ascoltato nuovamente dai titolari dell’inchiesta dopo le dichiarazioni già rese in sede di interrogatorio di garanzia. Un faccia a faccia durato circa 40 minuti, durante cui Mario Buono avrebbe provato a smontare alcuni passaggi-chiave delle indagini. A partire proprio dalla contestazione dell’associazione a delinquere messa in piedi in occasione della corsa alle urne sotto il simbolo di Forza Torre: l’ex consigliere comunale avrebbe ammesso i rapporti di lunga data con Simone Onofrio Magliacano e Vincenzo Izzo – rispettivamente il politico-commercialista già condannato in via definitiva e il titolare della pescheria Don Do’ della zona porto – ma avrebbe ribadito di avere conosciuto il meccanico Gennaro Savastano e il ristoratore Gianluca Melluso, marito di una candidata nella stessa lista di Mario Buono, solo in occasione della campagna elettorale.

I messaggi e i soldi

Le attenzioni del pm Bianca Colangelo si sarebbero soffermate poi sullo scambio di messaggi relativo al progetto Fila della Regione Campania e al presunto «pacchetto» di denaro – circa 3.000 euro, secondo la ricostruzione degli investigatori – consegnato da Vincenzo Izzo a Gianluca Melluso. In merito al primo punto, l’ex consigliere comunale ha ribadito come i rapporti con Simone Onofrio Magliacano fossero stati solo professionali e finalizzati alla possibilità di inserimento di qualche giovane nel mondo del lavoro mentre avrebbe ribadito di non essere a conoscenza di passaggi di soldi.

Il faccia a faccia

Durante l’interrogatorio, poi, Mario Buono avrebbe chiesto espressamente un «confronto» con Giovanni Massella e Ciro Massella. Ovvero, suoi principali accusatori: un faccia a faccia per provare a smontare le ricostruzioni dei due capi della squadretta di netturbini-precari assoldati da Simone Onofrio Magliacano e Stefano Abilitato prima della chiusura delle indagini da parte della procura e dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

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