Torre del Greco, il compromesso della casta per salvare gli «stipendi» alla prova del voto

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il compromesso della casta per salvare gli «stipendi» alla prova del voto
Gaetano Frulio e Giovanni Palomba

Torre del Greco. Un compromesso per scongiurare l’incubo dei tagli agli sprechi in municipio e «salvare» il tesoretto dei gettoni. Grandi manovre in maggioranza per trovare la «formula vincente» per respingere la proposta avanzata da dieci esponenti dell’opposizione – ripristinare il divieto di cumulo quotidiano dei gettoni, introdotto «per errore» a dicembre del 2019 su iniziativa dell’attuale capo dell’assise Gaetano Frulio – e per rispedire al mittente l’idea di introdurre la possibilità di sfiduciare il presidente del consiglio comunale.

Il giorno della verità

Dopo due frenate strategiche, il consiglio comunale in programma oggi a palazzo Baronale dovrebbe – il condizionale resta d’obbligo – finalmente discutere le mozioni per ridurre le spese della casta e per prevedere la sfiducia del capo dell’assise. Due temi «caldi» in municipio – il ritorno al passato potrebbe costare fino a 100 euro al mese a ogni consigliere comunale, mentre un’eventuale sfiducia costringerebbe l’avvocato Gaetano Frulio a dire addio a uno «stipendio» di circa 1.600 euro – non a caso al centro di febbrili trattative all’interno della coalizione uscita vincitrice dalle elezioni delle 20 euro. Costretta a «recuperare» tre voti già annunciati giocoforza a favore del taglio agli sprechi: il capo dell’assise Gaetano Frulio – sempre pronto a sostenere la necessità di ripristinare il divieto di cumulo quotidiano dei gettoni – e la sua partner elettorale Luisa Liguoro, a cui si dovrebbe aggiungere l’ex senatore Nello Formisano. Anche tra i firmatari della proposta, tuttavia, ci potrebbero essere importanti dietrofront: a partire dal «camaleonte» Ciro Piccirillo e dal dipendente Eav Salvatore Gargiulo per finire a Simone Mariano Gramegna e al politico-ultrà Pasquale Brancaccio. Insomma, la «sfida al ribasso» tra maggioranza e opposizione resta aperta. Ma l’impressione della vigilia è che la casta troverà l’intesa per salvaguardare il portafoglio. Con buona pace del «bene della città».

La sfida sulla sfiducia

La figuraccia a cui la maggioranza potrebbe esporre Gaetano Frulio – sostenitore pubblico del dietrofront – dovrebbe essere «compensata» dal voto sulla proposta di introdurre la sfiducia al capo dell’assise. A dispetto delle polemiche legate all’elezione dell’avvocato della maggioranza – arrivato a guidare l’assise solo grazie alle stampelle arrivate dall’opposizione – la proposta dovrebbe essere respinta. In modo da restare tutti felici e contenti. E con i soliti soldi pubblici in tasca alla fine di ogni mese.

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