Anna, la donna più anziana di Scafati muore a 106 anni

Adriano Falanga,  

Anna, la donna più anziana di Scafati muore a 106 anni

Si è spenta serenamente nel letto di casa sua, sul corso Nazionale, la “nonnina degli scafatesi” Anna Lanzuolo. Aveva raggiunto la veneranda età di 106 anni, forse la cittadina di Scafati più longeva di sempre. I funerali si sono tenuti ieri pomeriggio presso la parrocchia di San Francesco Di Paola. Correva l’anno 1915 e il 19 gennaio a Napoli nasceva la signora Anna Lanzuolo. Vedova dal 1976 del compianto commendatore Alfonso Cozzolino, fratello del giovane aviatore Federico, medaglia d’oro e morto in guerra di Spagna durante il secondo conflitto mondiale a cui la città di Scafati ha dedicato una strada. La signora Lanzuolo conobbe il cognato alla stazione. Lui partiva in guerra volontario, da dove non è più tornato vivo, lei andava ad insegnare a Salerno. Anna è stata circondata dall’affetto delle sue tre figlie: Linda, 76 anni; Giovanna, 74 anni e Gabriella, 71 anni. «Non è mai uscita senza un filo di trucco, pettinata e con indosso gli orecchini e la collana» raccontavano le due figlie Linda e Gabriella, qualche anno fa. Insegnava economia domestica prima a Salerno e successivamente nella demolita scuola di avviamento in Corso Trieste. E’ qui che conoscerà il marito, insegnante di educazione fisica, sposandolo nel 1944. Il coniuge morirà nel 1976, a 78 anni. Le tre figlie le daranno 12 nipoti e 19 pronipoti. Cattolica, gli ultimi anni, in occasione del suo compleanno, don Peppino De Luca celebrava Messa al suo domicilio. E’ stata una grande benefattrice, la vecchia parrocchia di San Francesco di Paola porta una targa col suo nome. Non disdegnava un po’ di vino e le piaceva la Coca Cola. Il suo piatto preferito era fino a qualche tempo fa il “peperone imbottito”. Quando partorì Gabriella, fu costretta a letto per diversi anni per problemi alla schiena. E’ l’unico grave episodio di salute che ha affrontato. «Ho chiesto a Dio di non morire» ci aveva detto due anni fa. Ricordava con enfasi la fuga da Cremona (città di origine della mamma) nel 1917, con la disfatta di Caporetto, quando fu smarrita nel treno dai genitori e ritrovata dopo tempo sui binari. Un piglio forte e deciso, è così che la ricordano le figlie. Nonostante fosse benestante in casa faceva tutto lei, sapeva cucire e ricamare e alle figlie ha trasmesso tutto questo. Non ha mai voluto lasciare casa sua. Negli ultimi tempi la stanchezza degli anni aveva preso lentamente il sopravvento, fino alle 15 di domenica pomeriggio, quando circondata dal calore della sua famiglia, è tornata dal compianto marito.

CRONACA