Faida tra clan a Poggiomarino, giudizio immediato per 18 indagati

Salvatore Piro,  

Faida tra clan a Poggiomarino, giudizio immediato per 18 indagati

Faida tra clan a Poggiomarino, 18 imputati per la guerra criminale inizialmente combattuta da Rosario Giugliano, alias ‘o minorenne, ex sicario del clan Galasso rientrato in città nel 2016 dopo gli anni bui del carcere, e l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga promossa da Giuseppe Giuliano Giugliano, figlio di Antonio ‘o savariello, luogotenente dei Fabbrocino, che ora è in  carcere a Nuoro. Associazione mafiosa, traffico e spaccio di cocaina e di marijuana, detenzione di armi, intestazione fittizia di beni le accuse mosse a vario titolo, il 19 aprile scorso, dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di 26 persone gravemente indiziate di aver fatto parte delle due distinte organizzazioni criminali: nuove famiglie organizzate pronte forse già a scontrarsi per il dominio degli affari illeciti in un territorio rimasto orfano dei suoi padrini dopo la morte di Raffaele Cutolo e Mario Fabbrocino. Per 18 delle 26 persone travolte dall’inchiesta, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Claudio Marcopido, ha scritto infine un decreto di giudizio immediato per dare il via al maxi-processo che partirà a novembre. Sarebbero infatti schiaccianti le prove racchiuse nelle intercettazioni telefoniche e ambientali in auto, raccolte dagli inquirenti contro i 18 imputati. Alla sbarra, con la più grave accusa di associazione aggravata di tipo mafioso, sono finiti Rosario Giugliano ‘o minorenne, la sua compagna Teresa Caputo, Antonio Iervolino, Alfonso Manzella (cantante neomelodico che, secondo l’accusa, attraverso le proprie canzoni lanciava invettive contro le forze dell’ordine), Cristian Sorrentino, Tommaso Salvatore Iervolino, Giovanni Orefice, Giuseppe Nappo.  Secondo le indagini, al clan storicamente già riconosciuto sul territorio, riconducibile ad Antonio Giugliano, si sarebbe contrapposta una nuova entità criminale nata dopo la scarcerazione di Rosario ‘o minorenne. Alla ricerca di nuovi appoggi criminali, Rosario Giugliano si sarebbe alleato con la famiglia Batti di San Giuseppe Vesuviano e con gruppi criminali dell’agro nocerino sarnese, in particolare con i Ferraiuolo di Pagani, rivendicando spazi operativi e arrivando allo scontro finale con l’associazione a delinquere di Antonio Giugliano. Emblematico, al riguardo, il presunto agguato organizzato dai sodali del clan di Rosario Giugliano ai danni della Caffetteria Giugliano, l’11 marzo 2017, in pieno centro cittadino, con spari esplosi ad altezza d’uomo. Il commando – secondo l’accusa – in quella circostanza agì per “avvisare” Giuseppe Giuliano Giugliano, anche lui imputato. Compariranno a novembre davanti ai giudici anche i presunti corrieri e custodi della droga, Francesco De Michele e Adriano De Filippo. Gli ultimi 7 imputati sono Bruno D’Avino, Luigi Fontanella, Gianluca Domenico Marano, Giuseppe Mingo, Mario Nappo, Domenico Sepe, Carmine Vastola. A nessuno di questi ultimi è però contestata la partecipazione a un’associazione semplice o di stampo mafioso.

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