Camorra, spallata ai Papale: Antimafia e pentiti decapitano il clan

Alberto Dortucci,  

Camorra, spallata ai Papale: Antimafia e pentiti decapitano il clan
L'arresto di Ciro Montella (foto di repertorio)

Torre del Greco/Ercolano. C’è la firma dei pentiti – a partire da Antonella Madonna, l’ex moglie del boss Natale Dantese – dietro l’ultima spallata giudiziaria agli Ascione-Papale, il sodalizio camorristico in guerra con il clan Birra-Iacomino per il controllo delle attività criminali all’ombra del Vesuvio. A 60 giorni dalla sentenza firmata dai giudici della prima sezione penale della suprema corte di Cassazione – presidente Carlo Zaza – le motivazioni degli ermellini di Roma chiudono il cerchio sulla stangata da 80 anni di carcere inflitta a capi e gregari della cosca con quartier generale nel «Canalone» di Ercolano e sede distaccata in via Fontana a Torre del Greco.

Il nuovo processo-bis

Per Ciro Montella – alias ‘o lione – Giuseppe Dantese, il panettiere Santolo Carotenuto e Salvatore Suarino gli ermellini di Roma hanno rinviato il processo in corte d’appello per la rideteminazione di alcune pene, mentre il resto dei ricorrenti si sono visti confermare le condanne già incassate in secondo grado. Condanne su cui, come argomentato all’interno delle 45 pagine delle motivazioni dell’ultima sentenza, pesano come macigni – accanto alle indagini condotte dalla direzione distrettuale antimafia – le rivelazioni dell’esercito di collaboratori di giustizia passati dalla parte dello Stato e pronti a ricostruire 15 anni di guerra di camorra lungo le strade insanguinate del Miglio d’Oro.

La vedova del boss

Proprio le gole profonde degli Ascione-Papale hanno inchiodato la vedova del boss Immacolata Adamo: una donna potente e temuta, pronta a  raccogliere lo scettro del comando dopo l’arresto dei figli e la morte del marito. Ai suoi piedi, raccontano i pentiti, si inchinavano persino le forze dell’ordine per scusarsi di aver arrestato gli affiliati del clan. Roba da film, da fiction in stile Gomorra. La vedova del boss si è vista confermare gli 8 anni e 8 mesi decisi in appello, a dispetto del mancato riconoscimento di ruolo apicale del sodalizio camorristico.

Il pestaggio shock

Ugualmente pesanti le condanne per i responsabili del sequestro del padre di Antonella Madonna, costretto a scavare una buca nel «Canalone» per recuperare le armi del clan. Il commando guidato dal boss ergastolano Natale Dantese si è visto confermare le pene già decise per sequestro di persona. Inammissibili poi i ricorsi di Giuseppe Fusco (condannato a 3 anni in secondo grado), Luigi Fusco (10 anni), Ciro Lucarelli (tre anni) e Gerardo Papale (otto anni).

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