Covid, parla Sangiovanni primario del Cotugno: «La variante Delta non buca i vaccini»

Andrea Ripa,  

Covid, parla Sangiovanni primario del Cotugno:  «La variante Delta non buca i vaccini»
Il dottor Vincenzo Sangiovanni primario del Cotugno mentre discute con il dottor Antonio Agostino Ambrosio

Un caffè, seduti al bar. La mascherina poggiata sul tavolino. Un gesto normale, ma che in questi tempi appare straordinario. Lo sottolinea Vincenzo Sangiovanni, primario della terza divisione dell’ospedale Cotugno di Napoli, mentre discute a un tavolo del bar Carlino di San Giuseppe Vesuviano con Antonio Agostino Ambrosio, un passato in corsia d’ospedale, a Nola, oggi in pensione. «Ma non ho smesso di stare in contatto con i pazienti», sottolinea subito il dottore prestato alla politica a San Giuseppe Vesuviano. Discutono del Covid. Di quello che è stato, e di quelli che saranno i prossimi mesi. Del periodo buio che ci siamo messi alle spalle, delle misure precauzionali da mettere in campo per te- nere a distanza la variante Delta, l’ultimo ostacolo sulla strada per uscire dall’emergenza sanitaria che ha sconvolto l’Italia dal marzo dello scorso anno.

Il Covid lo ha stravolto, cambiato profondamente. Nell’animo. Come per tutti i medici che hanno dovuto fronteggiare in prima linea questa emergenza. «Questo virus ci ha umanizzati. – dice il Sangiovanni, primario di Terzigno – Ho passato la mia vita a seguire i pazienti affetti da Hiv ed è stato durissimo negli anni ‘90 quando quel virus imperversava. Ora questa nuova sfida ci ha cambiati tutti dentro. Dietro le mascherine e coperti dalla tuta integrale, abbiamo versato tante lacrime», spiega ancora ricordando i mesi in cui le ambulanze correvano e il suono delle sirene era l’unico sottofondo delle giornate di lavoro. Gli occhi diventano lucidi, nella mente affiorano gli attimi più difficili di un incubo che fa ancora parte della nostra quotidianità. «Nella prima parte di questa emergenza siamo stati costretti a sostituire i familiari dei pazienti, perché non c’era possibilità di aprire alle visite. Nei mesi, grazie al supporto di un’equipe di psichiatri e psicologi abbiamo imparato a migliorare la strategia di approccio ai malati. Intere famiglie dilaniate dal virus durante i primi mesi, perché la contagiosità era per lo più domestica», le parole del primario del Cotugno. «In un caso ricordo di aver avuto in reparto 6 persone dello stesso nucleo familiare affetti dal Covid, non tutti sono tornati a casa». Oggi il periodo è diverso, si guarda con ottimismo al futuro. «E deve essere così», spiega Sangiovanni. Al Cotugno il 70% dei reparti non ospita pazienti Covid. «Siamo abbastanza fiduciosi, la campagna vaccinale sta facendo la sua strada. Unica soluzione per mettere in ginocchio il virus. Ed anche le varianti in circolazione non impensieriscono più di tanto». Ma si parla tanto di variante Delta. «Non buca il vaccino, chi ha completato il ciclo può stare tranquillo. A patto che le norme su distanziamento e uso della mascherina vengano rispettate. La variante Delta fa parte della storia delle infezioni virali, il virus muta perché vuole vivere. Attacca l’organismo non per uccidere, perché con la morte del paziente morirebbe anche lui. E’ più contagioso, ma meno aggressivo. Quando raggiungeremo l’immunità di gregge potremo stare tranquilli». Gran parte dei pazienti del Cotugno malati di Covid sono arrivati dal Vesuviano, a fare da trait d’union, sentinella sul territorio, il dottor Antonio Agostino Ambrosio. «Sono sempre stato in contatto con Sangiovanni. Ho sentito centinaia di persone che mi chiedevano consigli. E io ho dispensato consigli e dato conforto. La morsa si sta allentando, non siamo ancora fuori. Ci stiamo avviando verso l’uscita dal tunnel».

IL RITORNO ALLA NORMALITÀ Il dottor Sangiovanni con il dottor Ambrosio, medici a confronto sull’emergenza Covid.

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