Clara, la mamma di Poggiomarino morta dopo il parto: i pm indagano sul travaglio durato 70 ore

Andrea Ripa,  

Clara, la mamma di Poggiomarino morta dopo il parto: i pm indagano sul travaglio durato 70 ore

Una mamma che tiene stretto tra le braccia suo figlio. Una foto di gioia intrisa d’amore. Una foto che resterà però l’ultima immagine in vita di Clara Pinto, la giovane mamma di Poggiomarino morta poche ore dopo il parto all’ospedale di Nola sabato sera. Trentacinque anni e un sorriso bello come il sole, Clara ha varcato l’ingresso del presidio sanitario il 30 giugno scorso. Lo ha fatto stringendo le mani sul pancione e salutando suo marito Lorenzo. «Ci sentiamo presto», le ultime parole prima della separazione forzata causata dalle restrizioni per il Covid. Doveva essere un giorno di festa per quella giovane famiglia nata col sogno di mettere alla luce un bambino. E’ rimasto l’ultimo flash di un’esistenza spezzata. Una vicenda che è finita anche nel mirino della Procura di Nola che ha deciso di aprire un’inchiesta sul caso disponendo il sequestro della salma e l’autopsia. Ma facciamo un passo indietro. Clara, che lavorava come receptionist all’interno di un centro estetico di San Giuseppe Vesuviano, entra in ospedale dieci giorni prima della scadenza naturale dei 9 mesi. Una scelta dettata, probabilmente, dalle prime contrazioni. E’ sola in quella stanza. Suo marito, titolare di un’agenzia di animazione a Saviano, attende notizie incollato ad un cellulare. Ci sono però dei problemi. Il bambino non riesce ad uscire. Ne viene fuori un lunghissimo e doloroso travaglio durato oltre 70 ore. All’alba di sabato la decisione di eseguire un parto cesareo. Clara viene portata in sala operatoria ed esce un’ora dopo. E’ stordita, stanca. Ma sta bene e abbraccia felice suo figlio: Gennaro Mattia. Scatta foto, le manda a Lorenzo ai suoi amici. Ma poi succede qualcosa. E su questo punto si concentrano le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dai magistrati. Secondo la ricostruzione fornita dai familiari alle forze dell’ordine Clara avrebbe avvertito forti dolori al rientro in corsia. Ne avrebbe parlato al telefono anche con i suoi familiari. Tutti però avevano pensato a normali problemi causati alla fase post-operatoria. Poi la situazione precipita. Nel giro di poche ore Clara si ritrova catapultata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Nola. Dalla gioia alla tragedia. In serata il suo cuore smette improvvisamente di battere. La causa della morte, secondo i medici, è un arresto cardiaco. I familiari, informati telefonicamente dall’ospedale, corrono a Nola. Chiedono immediatamente l’intervento dei carabinieri che raccolgono la loro denuncia e dispongono l’acquisizione degli atti da trasmettere poi in Procura. Al vaglio delle forze dell’ordine anche la ricostruzione fornita dai medici che in quelle drammatiche ore si sono occupati della povera Clara. Il pm dispone l’apertura del fascicolo e la salma della donna ora si trova nell’obitorio del Policlinico di Napoli dove, nelle prossime ore, verrà effettuata l’autopsia. Un esame che dovrà chiarire, se possibile, i dubbi sollevati dai familiari della di quella giovane mamma morta poche ore dopo aver dato alla luce suo figlio.

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