«Giustizia». è una parola che da giorni rimbalza da una discussione all’altra, quando si parla di Clara Pinto – la mamma di Poggiomarino morta in circostanze ancora da chiarire dodici ore dopo il parto – è inevitabile non chiedersi che venga fatta piena luce per una vicenda capace di sconvolgere l’intera comunità vesuviana. Così all’urlo dei familiari della 35enne deceduta sabato scorso nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, s’aggiunge quello degli amici e dei conoscenti della ragazza. Dai social alla strada, l’unica richiesta è quella di avere «giustizia per Clara». «Perché una mamma non dovrebbe mai morire. Clara doveva vivere», la frase che sempre più frequentemente si sente sulla giovane che s’era sposata due anni fa e viveva con il marito Lorenzo nella vicina Saviano, a pochi chilometri da Poggiomarino. Un urlo che arriva nei giorni più importanti anche sotto l’aspetto giudiziario. Mentre la procura di Nola potrebbe notificare nelle prossime ore gli avvisi di garanzia per medici e infermieri del nosocomio bruniano in cui la giovane è entrata per partorire ed è inspiegabilmente morta dodici ore aver dato alla luce il suo bimbo, quella di oggi potrebbe essere una giornata fondamentale per lo sviluppo delle indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Nola. L’esame dell’autopsia previsto per oggi permetterà ai periti incaricati dalla magistratura di avere un quadro chiaro, più dei certificati e della cartella clinica sequestrata a seguito della denuncia dei familiari, delle condizioni di salute in cui versava la donna. Il test, a cui prenderanno parte anche i consulenti dei familiari della 35enne, farà ulteriore chiarezza sulle cause del decesso della ragazza. Una morte inaspettata avvenuta dodici ore dopo il parto cesareo ordinato dai medici dell’ospedale nolano, un’operazione avvenuta dopo oltre 70 ore di travaglio e di continue stimolazioni per indurre la 35enne al parto naturale. Intorno alle 6,30 la nascita del piccolo Gennaro Mattia, in serata la telefonata dei medici ai familiari di Clara per annunciare il ricovero immediato per avvenute complicanze nel reparto di Rianimazione. Neanche il tempo di giungere in ospedale, che i familiari hanno dovuto apprendere, una volta varcato l’ingresso del nosocomio di Nola del decesso della neomamma. Una morte inaspettata che ha spinto subito i familiari di Clara Pinto a sporgere denuncia ai carabinieri e a innescare l’inchiesta che da giorni tiene impegnati i magistrati della procura di Nola che hanno disposto il sequestro della salma per l’autopsia e delle cartelle cliniche per lo studio dei referti medici. Oggi il giorno della verità, dopo il test la procura libererà la salma per la celebrazione dei funerali che si terranno nel fine settimana a Poggiomarino. Una città che oggi chiede con forza «giustizia per Clara».

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