Commercianti in crisi a Terzigno, l’infinita attesa per i bonus ai negozianti

Andrea Ripa,  

Commercianti in crisi a Terzigno, l’infinita attesa per i bonus ai negozianti

I cinquecento euro promessi dall’amministrazione comunale di Terzigno  non sono arrivati. Ancora. Dai proclami di novembre alla delibera di aprile scorso, fino all’ultima modifica di fine giugno, gli aiuti che l’amministrazione avrebbe dovuto stanziare per sostenere le attività commerciali fortemente colpite dalla crisi economica figlia del virus, sono ancora lontani. Molto. Forse troppo. Così le tensioni delle ultime settimane, che hanno spinto anche alcuni commercianti a chiedere direttamente delucidazioni ai vertici della squadra di governo locale, non si sono affatto attenuate. Ad oggi – mentre tra Poggiomarino e Ottaviano gli aiuti stanziati dalle amministrazioni Falanga e Capasso sono stati già assegnati – a Terzigno siamo ancora all’anno zero. Alla fase embrionale, quella delle carte e della burocrazia stringente. In più vanno ad aggiungersi i problemi strutturali di una pianta organica ridotta all’osso e a cui serve un extra per avviare le procedure di ricezione e studio delle richieste di ottenimento degli aiuti da parte del Comune. Ma fosse soltanto una questione di tempi, basterebbe chiedere un altro po’ di pazienza a una platea di oltre duemila potenziali beneficiari. L’altro nodo delle polemiche sui bonus lumaca riguarda lo stanziamento dei fondi da parte della squadra di governo locale. Appena ottanta mila euro per venire incontro alle esigenze dei negozianti in difficoltà. L’annuncio sull’impegno di ottantamila euro annunciato a novembre scorso dal primo cittadino in uno dei consigli comunali della nuova era è stato confermato da una delibera a firma dell’assessore Guerriero a fine aprile scorso. Riconfermato poi a fine giugno, quando la giunta del sindaco Ranieri ha dovuto – dopo numerose segnalazioni – apportare una modifica alla prima delibera del 22 aprile scorso (l’atto con cui viene stabilita l’assegnazione di un contributo straordinario a fondo perduto per le attività che hanno maggiormente sofferto per la crisi economica legata al Covid-19). Tra le nuove condizioni per far richiesta di ottenimento del contributo – fino a 500 euro – per fronteggiare la crisi bisognerà dimostrare un «decremento del fatturato in misura pari o superiore al 25% relativo all’anno 2020 rispetto all’anno 2019, su base trimestrale e frazionata qualora l’attività abbia avuto inizio successivamente al 01 Gennaio 2019. Così come è possibile evincere dai registri Iva della relativa attività». Un provvedimento inserito d’urgenza «al fine di garantire la parità tra i richiedenti, tenere conto, per gli operatori che hanno svolto l’attività nell’anno 2019 solo per alcuni mesi, dei mesi di effettiva operatività di ciascuna attività commerciale». Ma burocrazia a parte restano i tempi ancora troppo lunghi per l’assegnazione dei ristori per negozi e imprese in crisi. Molti si sono già arresi, sconfitti dalle difficoltà economica che sono state più dure del virus.

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