Commercio in ginocchio a Boscoreale. L’ex sindaco: «Città dormitorio, nessuno investe»

Pasquale Malvone,  

Commercio in ginocchio a Boscoreale. L’ex sindaco: «Città dormitorio, nessuno investe»

Il commercio e le piccole attività imprenditoriali sono sempre più in sofferenza, e non solo a causa della pandemia che ha inferto un colpo durissimo. E senza una scossa politico-amministrativa sarà dura risollevare un settore che rappresenta la spina dorsale dell’economia locale. «In assenza di una politica lungimirante, siamo destinati a diventare un paese dormitorio». A dirlo è Gennaro Langella, ex sindaco e assessore della giunta Diplomatico. «Boscoreale è diventata poco appetibile per chi vorrebbe avviare una nuova attività imprenditoriale, mentre quelli che ci sono rischiano di chiudere o già lo hanno fatto. Cambiare il corso degli eventi – ha aggiunto Langella – è un dovere della politica». Per Langella ci sono troppe condizioni sfavorevoli, «come i troppi cavilli burocratici, la mancanza di aree di sosta nel centro storico e il piano urbanistico bloccato. Senza contare che la cittadina boschese è tra quelle della provincia di Napoli con un reddito procapite inferiore alla media». Insomma, a suo dire, serve una svolta. Già, ma in che modo è possibile attrarre nuovi investitori e come invece tutelare i commercianti del territorio? L’istituzione di una zona franca urbana, sia in centro che in periferia è uno degli strumenti ipotizzati da Langella, prevedendo una serie di agevolazioni fiscali e tributarie per un tempo prestabilito. »Il concetto è molto semplice: dobbiamo creare economia ottimizzando le risorse e le strutture pubbliche che abbiamo sul nostro territorio», ha detto l’ex primo cittadino che ha rilanciato l’idea di istituire un ente fieristico sfruttando l’area mercato di via Passanti Nazionale o la creazione di un parco tematico. Un altro progetto che a suo dire avrebbe importanti effetti sull’economia locale anche in termini occupazionali, è quello delle «cooperative sociali per la manutenzione del verde, delle strade e dei servizi cimiteriali capaci in grado di creare decine e decine di posti di lavoro a tempo pieno e a costo zero per l’ente comunale. Il risparmio economico per le casse comunali sarebbe enorme ma ciò che conta – ha precisato – è che daremo lavoro ai giovani del territorio». Una formula già sperimentata per Ambiente Reale, l’azienda comunale che gestisce la raccolta differenziata sul territorio, anche se una gestione poco oculata ha rischiato di farla saltare. Altro aspetto sul quale Langella – in aperta rottura con i vertici della squadra di governo di piazza Pace – intende puntare è quello legato allo sviluppo dell’area industriale. «Tre aziende del Veneto hanno già manifestato apertamente l’intenzione di venire a investire sul nostro territorio, ed in particolare sull’area che sorge nelle immediate vicinanze della 268. Voglio ricordare, infatti, che la strada statale è oggetto di lavori di per il raddoppio della corsia di marcia. Lavori che sono stati interamente finanziati dalla comunità europea», ha detto il primo assessore del sindaco Diplomatico e primo a lasciare l’esecutivo. Insomma, per l’ex primo cittadino ci sono tutte le condizioni propizie per invertire la rotta e portare ricchezza sul territorio. «Basta con le opere faraoniche e progetti irrealizzabili che nessuno vuole».

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