Un lenzuolo a coprirlo dal freddo. Gli occhi aperti a malapena, tanto era il sonno. Poi il breve viaggio in auto dall’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola a Saviano, senza avere al suo fianco la persona che lo ha messo al mondo. C’è un’assenza enorme quando Gennaro Mattia varca per la prima volta la soglia della stanzetta che papà Lorenzo e mamma Clara avevano sognato per lui. A stringerlo non c’è più la madre, la donna che a malapena ha avuto la forza di tenerlo in braccio per qualche minuto dopo il parto prima di morire – dodici ore dopo il cesareo – per cause ancora inspiegabili. Gennaro Mattia è il figlio della 35enne di Poggiomarino, vittima di una tragedia capace di sconvolgere un’intera comunità che ancora oggi attende sia fatta «giustizia». Il primo giorno lontano dall’ospedale, dopo alcuni passati nel nido del presidio nolano, è lo stesso della consapevolezza e del dolore: la prima, anche se non ancora acquisita, del piccolo che dovrà crescere senza avere al fianco la figura più importante (oggi lo cullano la nonna e la fidanzata del fratello), e il secondo è un sentimento che ha segnato per sempre, come una cicatrice, l’animo dei parenti e degli amici della giovane che lavorava come receptionist in un centro estetico di San Giuseppe Vesuviano. Gennaro Mattia sta bene, il mondo sarà una lunga scoperta per lui ogni giorno che vivrà nel ricordo di sua madre, morta nello stesso giorno in cui è nato. Una festa trasformatasi in tragedia. Una tragedia su cui la procura della Repubblica di Nola ha aperto un’inchiesta e già questa mattina potrebbe notificare gli avvisi di garanzia – seppur pro forma – per i primi indagati di una vicenda ancora tutta da chiarire. Intanto l’autopsia sul corpo della ragazza, inizialmente programmata per ieri, è slittata a questa mattina. Si tratta di un test fondamentale per provare a far definitivamente luce sulle cause della morte della giovane, per capire se il lungo travaglio a cui è stata sottoposta – un calvario di oltre 70 ore prima del parto cesareo deciso dei medici – sia stato determinante per le condizioni di salute della ragazza. Nella denuncia presentata dai familiari già sabato sera, subito dopo il decesso della 35enne, ad appena dodici ore dal parto, sono contenuti gli ultimi istanti di vita di Clara Pinto. I parenti hanno raccontato alle forze dell’ordine dei dolori che la ragazza aveva riferito di sentire subito dopo l’operazione. La procura di Nola ha sequestrato la cartella clinica della giovane di Poggiomarino e i referti medici, all’orizzonte si profila una lunga battaglia giudiziaria. Sullo sfondo gli occhi dolci e innocenti di Gennaro Mattia, il bimbo che dovrà crescere senza la mamma al suo fianco a indicargli la strada nei momenti belli e quelli difficili.

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