Offese omofobe in rete, coordinatore di Italia Viva a Torre del Greco costretto alle dimissioni

Alberto Dortucci,  

Offese omofobe in rete, coordinatore di Italia Viva a Torre del Greco costretto alle dimissioni
Geremia Gaudino, candidato alle ultime regionali con di Italia Viva

Torre del Greco. Prima un insulto omofobo in rete, poi le dimissioni da dirigente di Italia Viva. è l’ultimo capitolo della deriva social della politica: protagonista della vicenda è Geremia Gaudino, coordinatore del partito di Matteo Renzi per l’area di Torre del Greco e di Ercolano: un incarico arrivato a giugno del 2020 – grazie agli «agganci» sul territorio, a partire da Alfonso Ascione e Ciro Buonajuto – e sfumato dopo il violento attacco su Twitter al giornalista Stefano Albamonte. «Prendilo nel posto dove ti piace. Così godi ancora di più», la frase shock messa nero su bianco da Geremia Gaudino al termine di accesa discussione in rete: un clamoroso autogol, proprio nel momento in cui Italia Viva è impegnata in una delicata battaglia politica sul disegno di legge contro l’omotransfobia conosciuto come ddl Zan.

La bufera e l’addio

Neanche il tempo di «cinguettare» sul social di nicchia per gli addetti ai lavori e su Geremia Gaudino – candidato alle ultime elezioni regionali con Italia Viva e in passato tesoriere del circolo locale del Pd di Ercolano – si è scatenata una vera e propria tempesta mediatica. Il tweet è stato subito cancellato, ma gli screenshot stavano già rimbalzando di chat in chat. Suscitando sgomento e indignazione per le offese di chiaro stampo omofobo. Inutili i tentativi di Italia Viva di stemperare i toni, così come le scuse dello stesso Geremia Gaudino. Alla fine costretto a mollare la presa: «In seguito alla frase sbagliata contenuta in un mio tweet, in cui rispondevo in maniera errata a un signore che mi aveva provocato, e che ho immediatamente cancellato scusandomi, al fine di evitare di coinvolgere Italia viva nella polemica che ne è sorta, ho deciso di sospendermi dal partito e rassegnare le dimissioni da ogni carica. È mio stile assumermi la responsabilità per gli errori commessi, senza coinvolgere il partito ed il progetto. Anche al fine di tutelare la mia posizione rispetto alle offese e le minacce che sto ricevendo in queste ore».

Le reazioni

Il primo a dare notizia dell’addio di Geremia Gaudino all’incarico è stato il senatore Sandro Ruotolo del gruppo Misto: « Bene così ma non basta. – le parole del giornalista-politico eletto come indipendente -. Quel pensiero espresso nel tweet, figlio di una cultura omofoba, non doveva proprio essere concepito». Concetti ribaditi direttamente dai coordinatori provinciali di Italia Viva: «Non si può fare finta di niente – la ferma presa di posizione di Barbara Preziosi e Gabriele Mundo – le parole di Geremia Gaudino sono non solo indegne e inqualificabili, ma contrarie a ogni vivere civile e agli ideali e valori di Italia Viva. Confidiamo che nel dibattito sul #ddlZan non si debba più arrivare a queste escalation e rinnoviamo la nostra solidarietà a chiunque sia vittima di discriminazioni e violenza fisica o verbale a causa dei propri orientamenti di vita.

Condanna dall’Arcigay

Sul caso è intervenuto Antonello Sannino, responsabile ArciGay Campania: «Massima solidarietà a Stefano Albamonte – scrive – per l’ignobile e volgare attacco omofobo partito da un coordinatore territoriale di Italia Viva. Leggo tra l’altro che il signor Geremia Gaudino è anche un funzionario pubblico della Regione Campania, la quale ha approvato una legge contro l’0motransfobia. Intervenga su questa inaccettabile violenza».

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