Castellammare. Autista di Gragnano morto al San Leonardo: 6 medici indagati

Tiziano Valle,  

Castellammare. Autista di Gragnano morto al San Leonardo: 6 medici indagati

Sono sei i medici indagati per la morte sospetta del 52enne di Gragnano Ludovico Ferraro. Vale a dire tutti i dottori che hanno avuto in cura l’ex camionista nell’arco dei due giorni in cui è stato ricoverato al San Leonardo di Castellammare, prima di morire. Ieri mattina, presso l’obitorio del cimitero di Gragnano dove la salma si trovava da giovedì scorso, il dottore Massimo Esposito, incaricato dalla procura di Torre Annunziata, ha eseguito l’esame autoptico sulla salma. Gli esiti saranno forniti agli inquirenti entro 90 giorni, e agli accertamenti scientifici prenderanno parte anche un patologo, un tossicologo e un chirurgo.

Oltre ai consulenti di parte nominati dagli indagati e dai familiari di Ludovico Ferraro, che si sono affidati ai penalisti Imma Di Somma ed Emilio Longobardi. L’obiettivo comune è di accertare quale sia stata la causa della morte dello sfortunato 52enne, soccorso a casa dal 118, domenica scorsa, e trasportato d’urgenza all’ospedale di Castellammare. Il tutto a causa di dolori lancinanti all’addome. Esami e accertamenti, ma la situazione non sembrava drammatica, almeno secondo le informazioni raccolte dai familiari durante i due giorni precedenti alla morte. Poi la notizia che non avrebbero mai voluto: ricevere «Purtroppo Ludovico è morto», ma sulla motivazione resta un enorme punto interrogativo, almeno secondo i familiari. Sembrerebbe, appunto, che i medici abbiano fornito motivazioni diverse sul decesso in ospedale, alimentando i sospetti della moglie e dei figli del cinquantaduenne che, solo dopo il rito funebre in chiesa, giovedì, con un minimo di lucidità hanno deciso di raggiungere la caserma dei carabinieri di Gragnano per sporgere denuncia. Più dubbi che certezze sulle 48 ore trascorse da Ludovico Ferraro all’interno della struttura ospedaliera stabiese: «Prima che i medici del 118 portassero via Ludovico gli abbiamo spiegato che aveva bisogno di prendere dei medicinali, tutti i giorni e a ore stabilite. Non sappiamo se gli siano stati somministrati o meno».

Dopo il rito funebre, dunque, la denuncia ha bloccato la tumulazione ed è scattata l’inchiesta della procura di Torre Annunziata, affidata al sostituto procuratore Antonella Lauri. L’iscrizione sul registro degli indagati dei sei medici rappresenta un atto dovuto, per dare loro modo – così come hanno fatto – di nominare dei periti di loro fiducia che potessero assistere all’esame autoptico. Solo gli accertamenti di laboratorio potranno appurare l’effettiva causa della morte, in modo da chiarire se la scomparsa del 52enne di Gragnano sia addebitabile a una tragica fatalità o se invece ci sono eventuali responsabilità, e in tal caso da parte di chi. Si tratta quindi di esami il cui esito sarà decisivo per fare chiarezza su un decesso rispetto al quale, ad oggi, sono ancora tanti, troppi, i punti interrogativi.

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