Castellammare. Nicola tre anni fa morì in un incidente, la madre: «Colpa di un incosciente»

Redazione,  

Castellammare. Nicola tre anni fa morì in un incidente, la madre: «Colpa di un incosciente»

Tredici luglio 2018. Una moto sfreccia veloce in via Acton, supera un T-Max, poi un’auto, si allarga troppo e invade la corsia opposta centrando in pieno lo scooter sul quale viaggiano due fidanzati. Un impatto tremendo che non lascia scampo a Nicola De Martino, 36enne del rione Postiglione a Castellammare di Stabia, che muore 13 ore dopo in un letto dell’ospedale Cardarelli. La sua famiglia non riesce a darsi pace per quella tragedia e a distanza di tre anni, fa affiggere un manifesto in città, per annunciare la messa in ricordo di Nicola e denunciare, ancora una volta, che la sua morte è stata provocata da un «incosciente».

«Non ho potuto dargli nemmeno un bacio o tenergli la mano per far sentire la mia presenza, prima che andasse via – ricorda straziata la madre, Angela Fattorusso – Avevo il sogno di vederlo sposato con la sua fidanzata, ma il suo vestito gli è stato sistemato dentro la bara. Provo tanta rabbia».

Un sentimento che viene fuori dal manifesto che è stato affisso in città. C’è l’ultima foto che Nicola De Martino scattò prima di morire. Era a Seiano, felice, assieme alla sua fidanzata.«Questa foto l’ho scattata un attimo prima di finire sull’asfalto, travolto da un incosciente, con la moto, straziando il mio corpo e mettendo fine alla mia vita. Un attimo prima ero sereno, contento, spensierato. Un attimo dopo è stata spezzata la mia vita», è la frase che campeggia sul manifesto.

Per l’incidente mortale del 13 luglio 2018, l’uomo di Santa Maria la Carità che guidava la moto che travolse Nicola De Martino, ha patteggiato una pena di 2 anni e 3 mesi. «Ma noi siamo stati condannati a vita», urla Angela Fattorusso. «Mi sento svuotata ed è una sensazione bruttissima», dice ancora la madre di Nicola, che tutti i giorni entra nel cimitero di Castellammare di Stabia per portare il suo saluto a quel figlio strappato troppo presto alla vita e ai suoi affetti.

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