Deiulemar, la «scalata» delle figlie dell’armatore-fallito: affari d’oro in Calabria

Alberto Dortucci,  

Deiulemar, la «scalata» delle figlie dell’armatore-fallito: affari d’oro in Calabria
La villa di Pasquale Della Gatta a Torre del Greco

Torre del Greco. La società fondata da moglie e figlie di Pasquale Della Gatta – l’armatore-vampiro condannato a 11 anni e due mesi di reclusione per il fallimento della Deiulemar compagnia di navigazione – sbarca a Gioia Tauro e scatena la rabbia e l’indignazione delle vittime del «grande crac» all’ombra del Vesuvio. L’ultima beffa per il popolo dei truffati arriva dalla Calabria, dove la ReSeaWorld – società fondata a fine 2018 da Valeria Sessa in tandem con le figlie Luciana Della Gatta e Alberta Della Gatta – ha avviato le procedure per svolgere attività di bunkeraggio direttamente all’interno del porto.

La scalata d’oro

Il «debutto» della ReSeaWorl come fornitrice di carburanti per le navi – fino a oggi la società con sede legale all’interno della villa di famiglia si era occupata – rappresenterebbe un’ulteriore tappa della scalata d’oro delle figlie d’arte. Il condizionale, al momento, resta d’obbligo perché agli atti della locale capitaneria di porto risulta solo un’istanza – depositata lo scorso marzo – relativa al rilascio di una concessione di durata decennale per svolgere attività di bunkeraggio tramite bettolina nello scalo in cui finora il servizio di approvvigionamento dei carburanti alle navi è avvenuto solo tramite autobotti. Una volta scaduti i termini per eventuali osservazioni o contestazione – fissati per metà luglio – la procedura dovrebbe finire regolarmente in porto. D’altronde, la stessa Valeria Sessa – interpellata dalla rivista online «Shipping Italy» specializzata del settore – avrebbe confermato il piano di sviluppo messo in cantiere dai rampolli di Pasquale Della Gatta:  «Si tratta di un progetto a cui la nostra azienda ha lavorato per circa due anni, frutto di analisi e studi approfonditi sulla fattibilità economica e tecnica condotti a seguito di confronti preliminare avuti con la locale autorità portuale e capitaneria di porto».

Lo sdegno dei truffati

In pratica, durante i mesi in cui le vittime del crac da 800 milioni di euro capace di rovinare 13.000 famiglie di Torre del Greco e non solo aspettavano la fissazione dell’appello-bis per la rideterminazione di alcune condanne agli armatori-vampiri, moglie e figlie di Pasquale Della Gatta – tutte completamente estranee a qualsiasi indagine sulla Deiulemar compagnia di navigazione – gettavano le basi per un affare d’oro: come noto, infatti, le banchine calabresi vengono regolarmente scalate dalle navi di Msc, Grimaldi, Messina, Marnavi e altre shipping company per cui la domanda di prodotto pare assicurata così come gli incassi. «Dove sono usciti i soldi per costituire la nuova società?», la domanda ricorrente in tutte le piazze virtuali frequentate dagli ex obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione. Rimasta, fino a oggi, senza risposta. @riproduzione riservata

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