Torre del Greco, lo spettro-Borriello spaventa il Pd: piano per votare già in autunno

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, lo spettro-Borriello spaventa il Pd: piano per votare già in autunno
Il sindaco Giovanni Palomba: rischio golpe

Torre del Greco. La «pazza idea» è stata lanciata durante una visita istituzionale a palazzo Baronale, diventata l’occasione «giusta» per svelare il sogno cullato da diversi capibastone del Pd: andare al voto subito, già il prossimo autunno. Come? Scrivendo in anticipo – al massimo, entro la fine di luglio – la parola fine al disastroso mandato del sindaco Giovanni Palomba con le dimissioni di 13 consiglieri comunali. «I “nostri” sono pronti a firmare. Adesso tocca a voi», l’invito agli ex dissidenti della maggioranza.

Lo spettro Borriello

L’accelerata dei vertici dem non è legata a un’improvvisa presa di coscienza dello stato di degrado e abbandono in cui l’attuale amministrazione comunale ha ridotto la città. A spaventare il colosso del centrosinistra all’ombra del Vesuvio è lo spettro di un possibile «ritorno» di Ciro Borriello, oggi alle prese con la tegola del processo per il presunto giro di mazzette sull’appalto Nu affidato alla ditta Fratelli Balsamo: «Se Giovanni Palomba dovesse finire il mandato – il «ragionamento» dei democrat – c’è il pericolo di trovare l’ex sindaco ai nastri di partenza della prossima corsa alle urne». E inevitabilmente la campagna elettorale si potrebbe complicare. Di qui, l’idea dello sgambetto allo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio.

I numeri per il golpe

Il Pd formalmente – come sottolinea a ogni occasione il segretario cittadino Salvatore Romano – non è rappresentato in consiglio comunale. Ma può contare su (almeno) quattro «infiltrati» in maggioranza, una paio di assessori in giunta e perfino un «gancio» all’opposizione. Chiaramente un eventuale percorso-lampo per raggiungere l’obiettivo dovrebbe partire dalle firme di Gaetano Frulio – l’avvocato con uno «stipendio» da presidente del consiglio comunale – e della sua alleata Luisa Liguoro. Già meno scontato l’addio di Carmine Gentile – legato a Iolanda Mennella, pupilla dell’assessore Felice Gaglione – mentre l’adesione del casilliano Vittorio Guarino è scontata.

I traditori in agguato

Lo scenario – anticipato da qualche telefonata arrivata dalla Regione Campania – è noto al sindaco. Ma Giovanni Palomba sembra dormire tra due guanciali. Perché al netto dei voltagabbana già recuperati a febbraio, ci sarebbero un paio di consiglieri comunali d’opposizione già alla finestra. E pronti a fare sfumare il «sogno» delle elezioni in autunno.

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