Iglio: «Ho le spalle larghe per giocare nella Turris»

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Iglio: «Ho le spalle larghe per giocare nella Turris»

La città di Torre del Greco era nel destino di Giuseppe Iglio. Il nuovo acquisto della Turris spiega questo particolare aneddoto: “Quando ero piccolo venivo spesso al mare proprio in città pur essendo della provincia di Avellino, precisamente Rotondi.
Ricordo dicevo ai miei genitori che mi sarei fatto il bagno soltanto lì perché ero incuriosito dal colore scuro della sabbia vulcanica. Dopo la firma del contratto con la Turris è stata la prima cosa che ho ricordato insieme a mia mamma e mio padre. Abbiamo scherzato su ricordando questo simpatico episodio”.
Sei del 2001 ma hai lasciato molto presto la tua famiglia per inseguire un sogno…
“Sono cresciuto nel Benevento che poi mi ha ceduto al Milan. Con i rossoneri ho fatto praticamente quasi tutto il settore giovanile, poi è arrivata la chiamata del Monaco”.
Quella di trasferirti in Francia appena maggiorenne è stata una scelta davvero coraggiosa
“E’ stato un salto nel buio perché non parlavo mezza parola di francese. Non è stato facile ambientarmi inizialmente. Piano piano sono riuscito ad inserirmi anche grazie alla formazione ed agli insegnanti che mi ha dato il club. Scelsi di andare al Monaco perché fin dal primo momento avevano mostrato un interesse concreto. Stiamo parlando di una società tra le più importanti del panorama internazionale, il loro corteggiamento mi ha lusingato parecchio”.
Al di là della differenze culturali, sul piano calcistico cosa cambia per un giovane tra Italia e Francia?
“Lì hanno una cultura con i ragazzi totalmente diversa dalla nostra. Lavorano solo con il pallone, la palestra non è prevista nei piani di allenamento. Se la vuoi fare devi organizzarti da solo. Si privilegia molto la tecnica individuale. Da noi invece si parte subito con la tattica e la forza fisica. Sono due mondi davvero diversi”.
E’ vero che ai tempi delle giovanili del Milan ti soprannominavano il piccolo Gattuso?
“Confermo, sono un mediano a cui piace attaccare l’avversario per rubargli il pallone facendo ripartire subito l’azione. Rino però era un fuoriclasse assoluto in questo fondamentale, non posso nemmeno pensare di accostarmi ad un mostro sacro del genere. Magari riuscissi a fare il 5% di ciò che ha fatto lui nel calcio!”.
Perché hai deciso di tornare nuovamente a casa sposando il progetto Turris?
“Il Monaco ha deciso di non rinnovarmi il contratto e quella del direttore Primicile è stata la proposta più concreta e seria. Mi ha colpito molto il progetto che intende fare questa società. Hanno ambizioni e voglia di crescere in maniera solida ed oculata. L’esperienza in Francia mi ha fatto crescere tanto sotto tutti i punti di vista. Adesso sento di avere le spalle larghe per misurarmi in una realtà calda ed importante come quella torrese. Il primo impatto è stato davvero molto positivo, ho visto un club molto organizzato che non ti fa mancare davvero nulla sotto tutti i punti di vista”.
Che obiettivi ti poni in vista della nuova stagione?
“Innanzitutto voglio fare un buon ritiro provando a capire quanto prima le indicazioni che il mister vorrà da noi centrocampisti. Non ho particolari velleità, sono venuto a Torre con la consapevolezza di dover sudare la maglia in allenamento ed in partita. Questa è un’occasione importante, voglio ripagare con i fatti la grande fiducia mostrata nei miei confronti. Spero di dare una mano alla Turris per spingerla sempre più in alto. D’altronde, guardando qualche video della tifoseria, diventa difficile non avere stimoli e voglia in una piazza che vive per questa maglia”.
Bruno Galvan

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