Reddito di cittadinanza: boom di domande, a Pompei oltre 600 richieste

Salvatore Piro,  

Reddito di cittadinanza: boom di domande, a Pompei oltre 600 richieste

Reddito di cittadinanza, la carica dei 600. Sono esattamente 610 le famiglie residenti a Pompei che, per l’intero 2021, beneficeranno della misura. «Quest’anno abbiamo ricevuto un aumento delle richieste rispetto al 2020» dichiara l’assessore alle politiche sociali, Vincenzo Mazzetti. Per un single il contributo massimo è di 500 euro, che aumenta a 650 euro se ha un mutuo e di altri 130 euro se vive in affitto. Per due coniugi l’assegno base è di 700 euro. L’ultimo aumento delle domande di sostegno al reddito è un segnale che comunque desta allarme. E’ tra gli sos d’una lenta ripresa del mercato del lavoro e dell’economia anche in una città turistica come Pompei, che continua a scontare i drammatici effetti della pandemia da Covid 19. A partire dalla prossima settimana, 20 percettori del reddito di cittadinanza saranno impiegati, fino al prossimo mese di dicembre per un massimo di 5 giorni e fino a 16 ore settimanali, in lavori di pubblica utilità. Tra le mansioni da svolgere a Pompei, individuate dall’assessore Mazzetti, priorità sarà fornita «all’assistenza dell’entrata e uscita dalle scuole dei bambini e alle azioni di tutela per la sorveglianza del patrimonio artistico della città». Infine – dichiara Mazzetti – 10 percettori del reddito, con una pettorina, aiuteranno «gli anziani ad attraversare le strisce pedonali». I progetti messi in cantiere dall’assessore rientrano nei cosiddetti Puc, i Progetti utili alla collettività che i beneficiari del reddito di cittadinanza sono tenuti, per legge, a svolgere nel loro comune di residenza. L’amministrazione di Pompei – che allo scopo ha approvato una delibera con un impegno di spesa da 3.200 euro (gli oneri sono a vario titolo a carico dell’Inail e del governo, in tal caso coperti dai fondi Povertà e Pon Inclusione ndr) – diventa quindi il Comune numero 1.248, pari al 16% dei quasi 8mila municipi italiani, ad aver attivato i Puc. A più di due anni dall’approvazione dei criteri per la realizzazione dei Puc – decreto 22 ottobre 2019 – secondo dati ufficiali risalenti a inizio 2021, solo un municipio su 8 li ha attivati. In media, secondo il ministero del lavoro, ogni Comune ha messo in cantiere 3,3 progetti per un totale di 4.150 programmi: 5.145 le persone coinvolte. Statistiche molto esigue, che aumentano i dubbi sulla reale efficacia della misura introdotta dal Movimento 5 Stelle, a partire dal 6 marzo 2019, «come strumento di politica attiva del lavoro». Adesso ci proverà almeno Pompei. «E’ un segnale piccolo, ma di importanza duplice» così Mazzetti «i percettori del reddito potranno affinare capacità pregresse, dall’altro lato restituiranno alla società una parte dell’aiuto ricevuto. E’ chiaro che – conclude – chi rifiuta sarà tagliato fuori dal reddito di cittadinanza». Salvatore Piro

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