Torre del Greco, scempio a villa Guerra: così i politici lasciano spazio ai clan

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, scempio a villa Guerra: così i politici lasciano spazio ai clan
Villa Guerra nel rione Sangennariello

Torre del Greco. Doveva essere il fiore all’occhiello del quartiere Sant’Antonio, un avamposto di legalità destinato a ospitare la nuova «casa» della guardia di finanza all’ombra del Vesuvio. Invece, si è trasformata in un inno al degrado e in un pericolo igienico-sanitario per gli abitanti del popoloso rione Sangennariello. È la parabola discendente di villa Guerra, il gioiellino architettonico della periferia cittadina a oggi in attesa dei lavori di ristrutturazione annunciati dall’ex sindaco Ciro Borriello a gennaio del 2012. Sono passati praticamente 10 anni e tre amministrazioni comunali, ma il rilancio e il riscatto sono rimasti solo sulla carta. Perché il prestigioso immobile del Settecento cade praticamente a pezzi e risulta circondato da rifiuti di ogni genere: così la malavita organizzata – villa Guerra si trova proprio al centro dello storico covo degli scissionisti del rione Sangennariello – non ha avuto difficoltà, complici le «amnesie» dei politici, a difendere il proprio fortino dalle istituzioni.

Rischio crolli e rifiuti

Basta un sopralluogo – una «specialità» del paladino dell’ambiente Luigi Mele, fino a oggi incapace di trasformare gli spot-social in risultati concreti per la città – in via Sangennariello per toccare con mano il vergognoso stato di degrado e l’inaccettabile abbandono in cui versa villa Guerra: l’immobile – interessato solo nel 2011 da interventi di piantumazione, realizzazione di impianti fognari e pubblica illuminazione – si è trasformato in un perfetto set cinematografico per un film horror: accanto agli immancabili bidoni dello scandalo, campeggiano diversi materassi e perfino un vecchio divano. Rifiuti sversati in modo selvaggio, grazie alla completa assenza di controlli in un quartiere diventato «terra di nessuno». Senza dimenticare le condizioni in cui versa l’edificio del Settecento: la recinzione in ferro è stata, in diversi punti, divelta e villa Guerra è diventata una «prateria» per vandali e tossicodipendenti. Con buona pace del pericolo di crolli evidenziati in varie occasioni dagli abitanti della zona.  «Le condizioni delle aree esterne di villa Guerra in via Sangennariello stanno raggiungendo limiti di pericolo per la salute di chi vive a ridosso dell’immobile – sottolineano i residenti -. Abbiamo posto all’attenzione degli uffici del Comune, attraverso vari esposti, l’emergenza provocata dalla folta vegetazione e dallo sversamento abusivo di ogni sorta di rifiuti: circostanze che hanno provocato il proliferare di ratti, vipere e animali selvatici». Ma tutti gli appelli sono rimasti lettera morta, al punto da trasformare il semplice accesso alle palazzine popolari in una sorta di battaglia per la sopravvivenza all’interno della «jungla urbana» a due passi dalla chiesa di Sant’Antonio.

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