Marina di Stabia verso la conferenza di servizi

Redazione,  

Marina di Stabia verso la conferenza di servizi

Dopo mesi di ritardi, rinvii e polemiche il progetto per il completamento di Marina di Stabia potrebbe essere in dirittura d’arrivo. Ieri mattina la conferenza dei capigruppo si è confrontata su quelle che saranno le linee dell’ordine del giorno che dovrebbe essere approvato in consiglio comunale. Subito dopo, poi, sarà il sindaco Gaetano Cimmino in qualità di responsabile del Contratto d’Area a convocare la conferenza dei servizi nella quale siederanno diversi soggetti istituzionali tra i quali anche la Regione Campania e il Ministero. Dopo mesi di “ponziopilatismo” soprattutto da parte della maggioranza, infatti, potrebbe sbloccarsi la situazione legata al completamento delle opere per il porto turistico di Marina di Stabia. Restano distanti le posizioni, invece, della minoranza che, ancora ieri, in conferenza dei capigruppo, pur senza Di Martino e Nastelli ha presentato un documento col quale chiedeva di “cancellare cancellare ogni richiamo che scarica sul Ministero l’eventualità di accogliere positivamente deroghe sulla destinazione d’uso residenziale di alcune aree”.La posizione su cui, invece, lavorerà la maggioranza è quella che prevede la realizzazione di case ma solo se funzionali alla mission turistica della struttura.

In questo modo si avvierà la discussione sulla variante presentata dai vertici della società che gestisce il porto turistico nel 2019. Qualora, infatti, il Ministero dovesse porre la deroga, Marina di Stabia potrebbe realizzare abitazioni o residenze che siano compatibili con la mission turistica dell’opera. Una decisione che, in qualsiasi altra parte del mondo dove si favorisce lo sviluppo turistico, la logica del mercato e la valorizzazione del territorio, non troverebbe ostacoli. Ma che, a Castellammare, sta diventando una sorta di corsa al rimpiattino senza una valida giustificazione. Nel frattempo, il privato e cioè Marina di Stabia, ha presentato uno studio di fattibilità nel 2019 che mette sul piatto un investimento da 100 milioni di euro, per ridisegnare un pezzo della città ancora abbandonato al degrado, tra capannoni dismessi e spazi negati. Non solo, i riferimenti agli atti ufficiali, parlano di una serie di progetti del 2008 che attualmente rischiano di essere senza senso. In 13 anni, infatti, tante cose sono cambiate e di mezzo c’è stata anche una pandemia. Che senso avrebbe, giusto per fare un esempio, investire in un cinema in un momento così delicato per le emergenze sanitarie? E’ per questo che da mesi si attende la convocazione di una Conferenza di Servizi, davanti alla quale maggioranza e opposizione sembravano terrorizzate dall’idea di dover esprimere una posizione netta e definita. Adesso si va avanti per diplomazie  e si lavora a un testo nel quale diventa fondamentale il potere che si deciderà di assegnare al Ministero e alle sue deroghe. Nel frattempo, però, la minoranza chiede anche che “le linee di indirizzo devono essere finalizzate alla creazione di nuova occupazione duratura nel tempo”. Una linea che sarà facilmente condivisa sia dalla proprietà che dalla maggioranza a Palazzo Farnese.

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