Strage di Torre Annunziata, 51 anni di cella per i condannati. Il Procuratore Fragliasso: «Accolta la nostra tesi»

Ciro Formisano,  

Strage di Torre Annunziata, 51 anni di cella per i condannati. Il Procuratore Fragliasso: «Accolta la nostra tesi»

L’orologio segna le 18 e 14 in punto quando dalla piccola porta di legno piazzata nel cuore dell’aula “Giancarlo Siani” esce il giudice del tribunale di Torre Annunziata, Francesco Todisco. Quattro passi, uno sguardo al dispositivo che stringe tra le mani, un respiro profondo e poi la sentenza emessa «in nome del popolo italiano». Un verdetto atteso da 4 anni che scrive il primo pezzo della storia giudiziaria sulla strage di Rampa Nunziante, il terribile crollo della palazzina che all’alba del 7 luglio 2017 ha travolto Torre Annunziata uccidendo otto persone tra cui due bambini. Dieci condanne e sei assoluzioni. Quattro imputati riconosciuti colpevoli per il reato di crollo, altri due assolti dalle accuse più gravi. In tutto fanno 51 anni e mezzo di reclusione complessivi distribuiti per accuse che vanno dal crollo colposo al falso. Per il giudice i colpevoli del crollo sono Gerardo Velotto (unico imputato presente in aula), Massimiliano Bonzani, Aniello Manzo e Pasquale Cosenza. Per Velotto, proprietario dell’immobile nel quale sarebbero stati eseguiti i lavori che avrebbero determinato il crollo, è arrivata la condanna in primo grado a 12 anni e mezzo di reclusione complessivi. Condannato a 12 anni, invece, Massimiliano Bonzani, ritenuto il direttore di fatto dei lavori al secondo piano della palazzina crollata. E’ di 11 anni e 2 mesi, invece la pena inflitta ad Aniello Manzo, altro professionista accusato di aver partecipato alla direzione dei lavori. A chiudere il cerchio i 9 anni e mezzo per Pasquale Cosenza, l’operaio che avrebbe materialmente eseguito i lavori. I quattro condannati per l’accusa di crollo dovranno anche risarcire – come stabilito dal dispositivo – le parti civili costituite nel processo, tra cui i familiari delle vittime. Assolti dall’accusa più grave, quella di crollo, i due avvocati penalisti finiti a processo: Roberto Cuomo e Massimiliano Lafranco. Per entrambi, difesi dall’avvocato Elio D’Aquino, l’accusa nella sua requisitoria aveva chiesto oltre 9 anni di reclusione complessivi. I due avvocati sono comunque stati condannati a un anno e 2 mesi per i reati di falso. Cuomo è finito a processo nelle vesti di amministratore di condominio, mentre Lafranco come ex proprietario di fatto dell’immobile venduto a Velotto nel quale sarebbero stati eseguiti i lavori. «Le sentenze si rispettano e non si commentano – le parole pronunciate poco dopo il verdetto dall’avvocato Elio D’Aquino – Questa tragedia ha colpito un’intera città e tutti siamo coinvolti. Ho sentito i miei assistiti, erano emozionati e felici. Per loro è un nuovo inizio». La sentenza ha portato anche alla condanna (con pena sospesa) per gli altri imputati accusati di falso. Un anno a testa, con pena sospesa, per Rosanna Vitiello, Ilaria Bonifacio, Marco Chiocchetti e Mario Cirillo. Assolti invece Roberta Amodio, Emilio Cirillo, Luisa Scafarto, Rita, Giuseppe e Donatella Buongiovanni. Un verdetto che «accoglie quasi integralmente le richieste del pubblico ministero e conferma la correttezza e la bontà del lavoro investigativo svolto dalla Procura», afferma poche ore dopo la sentenza il Procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso. «Il miglior riconoscimento dell’impegno profuso dapprima nelle indagini, unitamente al procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli e successivamente al dibattimento dalla collega Ambrosino – le parole del Procuratore – Questa sentenza, pur non potendo rimarginare una ferita ancora aperta, che ha segnato profondamente la città di Torre Annunziata, è sicuramente una risposta alla domanda di giustizia della collettività oplontina, pervenuta in termini contenuti, a soli 4 anni dal crollo, pur trattandosi di un procedimento estremamente complesso, caratterizzato da questioni di natura squisitamente tecnica, da una pluralità di imputati e da oltre 100 testimoni, peraltro celebrato in costanza della emergenza epidemiologica da Covid 19 e delle conseguenti forti limitazioni». La Procura, tra l’altro, ha annunciato che valuterà – alla luce delle motivazioni del verdetto che verranno depositate entro 90 giorni – se presentare o meno ricorso in Appello per le assoluzioni dall’accusa di crollo incassate da Cuomo e Lafranco.

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