Olimpiadi. Irma Testa e Abagnale, parte la caccia alle medaglie

Michele Imparato,  

Olimpiadi. Irma Testa e Abagnale, parte la caccia alle medaglie

Si è alzato il sipario sulle Olimpiadi di Tokyo. La spedizione campana è formata da 23 atleti e, ovviamente, l’atleta di punta dell’Italia è Irma Testa. La boxeur di Torre Annunziata va a caccia di una medaglia dopo le sue prime Olimpiadi di Rio del 2016 in cui si è fermata ai quarti di finale. Stavolta, Irma ci arriva sicuramente più matura e con un percorso fatto di successi che la candidano a essere una protagonista. Così come Angela Carini, boxeur di Afragola che sarà in gara nei pesi welter.
Una delle squadre più nutrite di campani è quella del remo dove spicca Giovanni Abagnale, bronzo a Rio nel doppio con Di Costanzo. Il canottiere di Sant’Antonio Abate punta anche lui a una medaglia. Prima olimpiade, invece, per Gennaro Di Mauro nato a Massa di Somma che gareggerà nel singolo.
Tra le promesse olimpiche c’è anche Christian Parlati judoka di Torre Annunziata. Cresciuto al Palavesuvio di Ponticelli si è affermato a suon di o-uchi-gari, arrivando a guardare il mondo dall’alto in basso grazie al titolo iridato juniores, conquistato nel 2018 alle Bahamas. Dopo le numerose medaglie internazionali conquistate a livello giovanile si è preso la scena anche i recenti Europei senior di Lisbona, confermandosi uno degli interpreti più continui del movimento. Ha sempre interpretato il judo come una filosofia di vita, trasformando ogni traguardo in un nuovo punto di partenza. Sempre sul tatami si annuncia tra i protagonisti (specialità kumite 67 kg) anche
Angelo Crescenzo, 27enne di Sarno. Originario di Sarno ha iniziato a fare sport con la kick boxing, ma non si è sentito mai soddisfatto. Così, a 10 anni, ha cambiato palestra, è passato allo Shirai Club di San Valentino e ha iniziato a praticare quella disciplina che, da spettatore del fratello Michele, lo aveva sempre affascinato. Nella sua bacheca brillano un titolo mondiale e due argenti e un bronzo europei che lo hanno consacrato come uno dei protagonisti nel panorama internazionale. Del karate ama la complessità, per lui è una sfida con se stesso e con l’avversario. Dopo anni di sacrifici è pronto a dire la sua anche sul tatami a cinque cerchi.
Per quanto riguarda gli sport di squadra c’è attesa per le azzurre di volley dove figura Monica De Gennaro, pallavolista di Piano di Sorrento che è alla sua terza olimpiade dopo Londra (2012) e Rio (2016). “Moki” è il baluardo della difesa azzurra, premiata come miglior libero sia ai Mondiali 2014 in Italia, sia a quelli del 2018 in Giappone. Un’eccellenza assoluta nel suo ruolo e una certezza per le compagne di squadra. Ha iniziato a giocare a pallavolo a Sorrento, sua città natale e a soli 15 anni ha esordito in serie A1. E’ sposata con il tecnico Daniele Santarelli, che è anche il suo allenatore a Conegliano, il club in cui gioca ininterrottamente dal 2013. Dopo avere partecipato a due edizioni dei Giochi arriva a Tokyo con l’obiettivo di difendere tutto per conquistare una medaglia.
Dal volley al settebello, altra disciplina olimpica che ha sempre regalato successi all’Italia. Nel settebello c’è il salernitano Vincenzo Dolce dell’An Brescia. Alla sua prima partecipazione è stato l’uomo decisivo nella finale degli ultimi Mondiali contro la Spagna, segnando due reti e rendendosi autore di una prestazione maiuscola e al rientro a Salerno è stato accolto da fuochi d’artificio e festeggiamenti in grande stile. Difensore lucido e determinato, è cresciuto sportivamente nei circoli più famosi della Campania, dal Posillipo al Canottieri Napoli, per poi spostarsi a Busto Arsizio nella Sport Management. Laureato in giurisprudenza, il 26enne è la dimostrazione dello stato di forma della pallanuoto italiana, capace di poter contare, oltre che sui veterani, su giovani di valore che possono dire la loro anche nelle competizioni più importanti e con questo spirito affronterà anche la sua prima avventura a cinque cerchi. Si arriva alla scherma dove le speranze azzurre sono affidate a Rossella Gregorio, 30enne salernitana che sarà in pedana nella sciabola a squadre e individuale. Si è avvicinata alla scherma a otto anni, per caso, grazie agli amici di famiglia che erano dirigenti del Club Scherma Salerno e l’impatto non è stato dei migliori, ma poi con il passaggio dal fioretto alla sciabola ha trovato la sua strada. Grazie a un “tour de force” tra studio e allenamento è approdata in Nazionale a 15 anni, per i Giochi del Mediterraneo. In bacheca ha un titolo mondiale ed europeo a squadre e tra i vari piazzamenti spiccano un argento e due bronzi continentali individuali. Alla soglia dei 31 anni vive la sua seconda olimpiade, Rio 2016 era il sogno, Tokyo 2020 quella della maturità.

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