Sorrento. La storia cala le serrande, sushi al posto della tarsia

Salvatore Dare,  

Sorrento. La storia cala le serrande, sushi al posto della tarsia

C’era una volta quel profumo unico di legna lavorata nelle botteghe con le insegne dipinte a mano con lanternine e lampade che illuminavano l’ingresso. All’interno c’erano i maestri artigiani che tramandavano di padre in figlio una magia irripetibile con cui si sfornavano perle ammirate in tutto il mondo. Così, quando ci si infilava nei vicoli del centro, anche d’estate, si avvertiva una sensazione delicata, quella provata da chi sapeva di toccare con mano il cuore di una tradizione divenuta una vocazione. Ma sotto i colpi della crisi e della concorrenza, l’intarsio ha incontrato grosse difficoltà. La domanda dal mercato è crollata costringendo le imprese a chiudere o a reinventarsi. Ormai, a Sorrento, l’intarsio resta una mosca bianca e rischia sul serio di scomparire. La crisi ha finito di fare il resto, con l’ultima mazzata inferta dal Covid che ha portato all’assenza dei grandi flussi turistici provenienti dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti d’America che, di solito, amavano portar via da Sorrento le perle della tarsia sorrentina. Un’arte che ora è costretta a perdere un punto di riferimento storico, un pilastro per l’intero settore: il Lucky Store della famiglia Cuomo. Lo show room più importante e famoso di Sorrento da qualche giorno non c’è più. Chiuso, definitivamente, una volta per tutte. Al suo posto, dopo settimane di lavori e rifiniture ai locali di via degli Aranci, è spuntato “Ikura”, un ristorante specializzato nel sushi e molto elegante. L’apertura è stata battezzata da un vero e proprio boom di clienti, soprattutto giovani, che hanno promosso a pieni voti il menù. Fatto sta che per la realtà commerciale di Sorrento, l’uscita di scena del Lucky Store segna un’altra pagina amara. Il salone della famiglia Cuomo rappresentava un’autentica icona di accoglienza, professionalità, stile, oltre che di turismo di qualità. Oltre a souvenir pregiati e ceramiche di incredibile valore culturale, lo show room di via degli Aranci ospitava pure uffici della Carrani Tour, un’agenzia di Roma che si occupava della gestione e dell’arrivo in penisola sorrentina e in costiera amalfitana di vacanzieri che miravano a trascorrere giornate indimenticabili tra Sorrento, Capri, Amalfi, Positano, Ercolano, Pompei e Napoli. Nei giorni scorsi, il professore Antonino Siniscalchi ha ricordato come Michael Jackson, nel febbraio del 2006, arrivò a Sorrento per trascorrere un’intera giornata alla scoperta della tarsia, con una lunghissima tappa proprio nello show room della famiglia Cuomo. Un aneddoto che assume un retrogusto nostalgico oggi che lì, a quattro passi dal parco dedicato a Ibsen, c’è un ristorante. A complicare le cose per l’intarsio, evidentemente, pure l’emergenza Covid che ha ridotto in modo drastico l’arrivo in penisola sorrentina dei grandi clienti che di solito facevano incetta dei pezzi migliori prodotti dai maestri artigiani.

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