Gragnano. Sì al Museo della Pasta, pubblicato il bando per i lavori

Salvatore Dare,  

Gragnano. Sì al Museo della Pasta, pubblicato il bando per i lavori

Un vero e proprio gioiellino in grado di fungere da volano per l’economia cittadina. Un tempio della cultura che può rilanciare al meglio il brand Gragnano. Un progetto decisamente importante, ambizioso, cruciale, che si avvicina a diventare realtà. E’ quello del Museo della Pasta che, dopo mesi e mesi di lavoro, è arrivato alla svolta definitiva. Ieri mattina l’amministrazione comunale di Gragnano ha pubblicato la determina attraverso la quale si sblocca la procedura per gli interventi da effettuare presso l’ex monastero di San Michele Arcangelo. Si tratta di una procedura negoziata che porterà il Comune guidato dal sindaco Paolo Cimmino a individuare nelle prossime settimane l’impresa che si occuperà dei cantieri. Il quadro economico dell’intervento, già approvato dalla giunta lo scorso mese di febbraio, ammonta a 2 milioni 790mila euro. Buona parte dei fondi arrivano dalla Città metropolitana di Napoli che attraverso il Piano strategico ha concesso un finanziamento pari a 2 milioni 480mila euro. L’altra parte delle risorse economiche, circa 310mila euro, proviene da privati attraverso il cosiddetto “art bonus” (partecipano all’iniziativa Pastificio Garofalo Spa, Pastificio Di Martino Gaetano e Fratelli Spa e Pastificio Liguori Spa). «Nonostante le tante avversità non ci siamo mai fermati. Questa vittoria è dei cittadini che potranno vantare un valore aggiunto della città» disse soddisfatto, appena approvato in giunta il progetto finale, il primo cittadino Cimmino. Parole più che mai attuali oggi, con l’avvio dell’iter per l’affidamento dei lavori. Sul tavolo c’è ora una possibilità concreta per favorire anche un maggiore flusso turistico in città. Il Museo della Pasta sarà diviso in più aree: al piano terra saranno ubicate le gallerie, le sale espositive e quelle di degustazione nonché tutti gli ambienti propri del museo (bookshop, archivio fotografico, sale proiezioni, ecc.); i locali siti al piano ammezzato saranno destinati in parte a laboratori di pasticceria e pasta ad uso didattico  e in parte ad archivi, depositi e locali tecnici  a servizio dell’area espositiva. Gli ambienti al primo piano, invece, saranno destinati in parte a scuola di formazione di cucina (con relative aule didattiche e cucine attrezzate per la preparazione dei cibi) e in parte ad uffici e sale riunioni. Fondamentale, per l’esecuzione delle opere, proprio la convenzione stipulata con la Città Metropolitana che ha portato al finanziamento da quasi 2,5 milioni di euro. Ora la fase successiva, con cui l’amministrazione Cimmino mira ad affidare i lavori di realizzazione del complesso all’interno dell’ex monastero.

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