Camorra e appalti sospetti, ecco perché è arrivata la commissione d’accesso a San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

Camorra e appalti sospetti, ecco perché è arrivata la commissione d’accesso a San Giuseppe Vesuviano

Hanno varcato la porta di ingresso del Comune di San Giuseppe Vesuviano in tarda mattinata. Inviati d’urgenza dal prefetto di Napoli, Marco Valentini. Troppe le ombre sugli affari del Comune, troppe le denunce, indirizzate anche agli uffici di Governo, nel corso degli anni per non accendere i riflettori anche sul municipio di piazza Elena d’Aosta. Arriva la commissione d’accesso che dovrà «verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione del Comune». A guidare il pool di ispettori che dovrà indagare sugli atti degli appalti, degli incarichi e delle spese sostenute dall’amministrazione trainata dal sindaco leghista rieletto due anni e mezzo fa il vice prefetto Maria Luisa Trezza. Avrà tre mesi di tempo per verificare eventuali anomalie sui documenti del Comune. A supportarla il commissario capo Riccardo Buonomo, in servizio presso la divisione anticrimine della Questura di Napoli, e il capitano della guardia di finanza, Antonio Pacelli, comandante della prima sezione accertamenti danni erariali del nucleo di polizia economica delle fiamme gialle napoletane. Un gruppo di persone esperte che dovranno passare al setaccio ogni minimo atto uscito fuori dal Comune nell’ultimo anno. Ieri mattina i tre componenti della commissione d’accesso hanno incontrato il segretario generale, Girolamo Martino, anche lui al centro di numerosi esposti, e la dottoressa Filomena Ambrosio, in qualità di vice segretario. Ai due funzionari è stato chiesto di fornire l’elenco di tutti i dirigenti dell’Ente. Ma soprattutto di produrre la documentazione relativa a tutti gli appalti, gli affidamenti, gli incarichi assegnati e i controlli sugli abusi edilizi effettuati. Quello di San Giuseppe Vesuviano è un municipio da tempo nell’occhio del ciclone, non soltanto per fatti recenti. L’ex segretario comunale, prima di Girolamo Martino, è Egizio Lombardi, tra i promotori del sistema “Concorsopoli” scoppiato a Sant’Anastasia. Vincenda per la quale sono stati effettuati accertamenti anche a San Giuseppe Vesuviano. «C’è piena fiducia nell’operato di tutti gli organi di controllo. Ci siamo messi subito a disposizione della commissione. Siamo tranquilli», fanno sapere dall’entourage del sindaco Vincenzo Catapano. Il primo cittadino anche in passato è finito al centro di accuse, uscendone sempre indenne come dimostrano le varie sentenze di assoluzione collezionate nel corso del mandato e mezzo portato a termine fino a questo momento. A ribadire la piena fiducia al primo sindaco leghista della provincia di Napoli, anche il leader nazionale del Carroccio. Matteo Salvini, esprimendo vicinanza a Catapano, ha ribadito che potrebbe presto tornare a San Giuseppe Vesuviano da dove manca dalle elezioni europee.  «Conosco e stimo il sindaco di San Giuseppe Vesuviano, ho fiducia nella magistratura e sono convinto che non emergerà nulla di illecito. Conto di tornare presto a incontrare Vincenzo e la sua splendida comunità». Intanto dalle forze di opposizione s’alza forte il grido di chi ora chiede alla commissione di approfondire tutti gli atti del Comune. Antonio Agostino Ambrosio, leader di Forza San Giuseppe e rivale in consiglio proprio del sindaco leghista, oggi chiede di indagare a fondo. Alla luce anche dei numerosi esposti che lui, insieme agli altri cinque consiglieri della minoranza, ha firmato nel corso degli ultimi anni. Atti con i quali ha denunciato sprechi e anomalie negli atti del Comune di San Giuseppe Vesuviano. «Mi sono sempre battuto contro gli sprechi, le assunzioni seriali ex articolo 90 e il clientelismo dell’amministrazione Catapano, perciò auguro buon lavoro alla Commissione di accesso certo che rapidamente porterà avanti ogni verifica necessaria di cui è stata investita, nell’interesse della nostra città»

CRONACA