Torre Annunziata, il video dell’omicidio nel garage: Maurizio ucciso in centosei secondi

Ciro Formisano,  

Torre Annunziata, il video dell’omicidio nel garage: Maurizio ucciso in centosei secondi

Centosei secondi. Poco più di un minuto e mezzo. Prima le minacce, gli insulti,i pugni, i calci. E alla fine quella terribile coltellata al petto che ha trafitto il povero Maurizio Cerrato. Un minuto e quarantasei secondi per morire. Tanto è durata la folle aggressione che il 19 aprile è costata la vita al sessantunenne di Torre Annunziata. Un breve filmato che rappresenta la prova “madre” dell’inchiesta che ha portato all’arresto dei 4 sospettati accusati di aver partecipato al delitto. Un video ricostruito, fotogramma per fotogramma, dalle articolate indagini condotte dalla Procura di Torre Annunziata. Indagini che grazie ad una minuziosa perizia hanno consentito agli inquirenti di recuperare il video che il titolare del garage aveva cancellato qualche giorno dopo il massacro. Una decisione frutto, come sostenuto dall’imprenditore indagato per favoreggiamento, delle minacce subite negli istanti immediatamente precedenti all’omicidio da Giorgio Scaramella, uno degli arrestati per il delitto.

Centosei secondi che mostrano l’arrivo di Antonio Cirillo, Domenico Scaramella e Francesco Cirillo pochi minuti dopo lo scontro tra Maurizio Cerrato (intervenuto per difendere sua figlia) e Giorgio Scaramella. Quando il commando irrompe nel garage sono le 8 di sera in punto. Sette secondi e il povero Maurizio Cerrato è già accerchiato dai sospettati. Uno gli sta dietro (per i pm è Francesco Cirillo) pronto per bloccare la sua possibile fuga. Gli altri sono davanti a lui e iniziano a colpirlo con calci e pugni. Poi Antonio Cirillo, come lui stesso ha confessato, tira fuori il coltello a serramanico con il quale qualche istante prima Domenico Scaramella aveva bucato le ruote dell’auto della figlia di Cerrato. E’ un attimo. Il coltello si conficca nel petto di Maurizio uccidendolo. Il sessantunenne ha appena il tempo di guardare negli occhi sua figlia prima di morire. Centosei secondi per raccontare una tragedia. Per raccontare la storia di un uomo onesto  ammazzato senza pietà.

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