Boscotrecase, 12 infermieri per malato nel Covid H. Caos negli altri ospedali: manca personale a Torre, Stabia e Vico

Tiziano Valle,  

Boscotrecase, 12 infermieri per malato nel Covid H. Caos negli altri ospedali: manca personale a Torre, Stabia e Vico

Nel Covid Hospital di Boscotrecase ci sono 12 infermieri per ogni paziente. Nei pronto soccorso di Castellammare di Stabia e Torre del Greco si faticano a gestire i turni, perché con il giro ferie in corso capita che ce ne siano appena 4 in servizio, mentre ne sarebbero necessari almeno il doppio (la pianta organica ne prevede addirittura 12), per garantire la giusta assistenza a chi necessita di cure. Basterebbero questi numeri per comprendere l’incapacità di garantire una corretta organizzazione dei servizi all’interno dei presidi sanitari dell’Asl Napoli 3 Sud. Un palese problema di flessibilità che sta scatenando malumori all’interno degli ospedali e in particolare dei reparti che più di altri soffrono la carenza di personale. Durante il picco dell’emergenza pandemica, l’azienda sanitaria locale ha lavorato per rafforzare il Covid Hospital di Boscotrecase che in alcuni periodi è arrivato a sfiorare i 100 ricoverati. Sono state fatte scelte drastiche, ma necessarie secondo l’Asl, come la chiusura del pronto soccorso di Vico Equense e di Torre del Greco (quest’ultimo solo temporaneamente). E’ stato reperito personale dagli ospedali di Castellammare e Gragnano, per cercare di aumentare la capacità di posti letto del presidio di Boscotrecase. Adesso però lo scenario è diverso. Nonostante un accenno di risalita dei contagi non si registra un’emergenza ricoveri. Basta pensare che nel Covid Hospital dell’Asl Napoli 3 Sud sono occupati appena 10 posti letto. Eppure, nonostante un numero di pazienti esiguo, l’assistenza viene garantita dagli stessi 120 infermieri impegnati nel periodo più difficile dell’emergenza. L’Asl Napoli 3 Sud, pur comprendendo che si tratta di uno spreco di risorse che potrebbe alleggerire la pressione sugli altri presidi ospedalieri, ha deciso di rinviare a settembre ogni decisione sul trasferimento di una parte del personale. «Dal mese di settembre sarà ripristinata la rete ospedaliera aziendale, con il polo ospedaliero di Boscotrecase che ritornerà alle attività previste dal Piano Aziendale Regionale, fatto salvo eventuali recrudescenze della pandemia», hanno spiegato attraverso una nota interna di venerdì scorso il direttore generale Gennaro Sosto, il direttore sanitario aziendale Gaetano D’Onofrio e il direttore amministrativo Giuseppe Esposito. Ma la posizione dei vertici dell’Asl Napoli 3 Sud scatena la rabbia dei sindacati, che vorrebbero maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro. In sostanza: «Si potrebbe procedere a trasferimenti temporanei nei pronti soccorso di Torre del Greco e Castellammare di Stabia oppure utilizzare queste risorse nei centri vaccinali aziendali dove si registrano difficoltà nell’erogazione dei servizi, a causa della carenza di personale», tuona Michele Costagliola, sindacalista di Nursing Up. «L’ospedale di Torre del Greco è in affanno perché la metà dei lavoratori sono in ferie e abbiamo il pronto soccorso di Vico Equense ancora chiuso. Le risorse che ci sono oggi all’ospedale di Boscotrecase non possono essere disperse, vanno utilizzate», aggiunge Antonio Cascone della Fsi-Usae. Le due sigle sindacali hanno firmato una nota in cui chiedono un incontro con i vertici aziendali per affrontare la questione. «L’amministrazione non può rimanere in silenzio, ma deve intervenire – sottolineano – L’Asl continua a procedere con assunzioni a tempo determinato che sono condivisibili, ma nell’ottica di reale programmazione dell’assistenza. La gestione del personale dev’essere razionale, altrimenti si dà luogo a sprechi di risorse umane ed economiche. Non è possibile avere un presidio come quello di Boscotrecase dove si registra un forte esubero di infermieri senza alcun carico di lavoro».

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