Castellammare. La commissione d’accesso indaga su 28 milioni di euro di appalti

Tiziano Valle,  

Castellammare. La commissione d’accesso indaga su 28 milioni di euro di appalti

Tutti i documenti dei progetti della vecchia e nuova programmazione dei fondi Europei nelle mani della commissione d’accesso che sta indagando sulle infiltrazioni della criminalità organizzata al Comune di Castellammare. Gli ispettori inviati dal Ministero hanno acquisito gli atti che riguardano i lavori per la villa comunale, via De Gasperi, Palazzo Sant’Anna e l’ex Palazzo del Fascio, finanziati con la vecchia programmazione dei fondi europei. Ma anche quelli del viale degli Ippocastani, del Museo Civico nella Reggia di Quisisana, di Villa Gabola e dell’ex Monastero della Pace, che dovranno essere realizzati con la nuova programmazione dei fondi europei.Un’indagine a 360 gradi su circa 28 milioni di euro di appalti pubblici, necessaria per comprendere se la camorra è riuscita a mettere le mani sui finanziamenti che negli ultimi dieci anni sono arrivati a Castellammare di Stabia.Si tratta di una delle ultime acquisizioni di documenti della commissione d’accesso, che sta spulciando una quantità enorme di atti prodotti dagli uffici comunali, lasciando immaginare che potrebbe essere richiesta una proroga per ulteriori tre mesi (dopo il 26 agosto prossimo) per completare il suo lavoro.Che l’attenzione degli ispettori si sarebbe concentrata sulla gestione dei fondi europei era già nell’aria dal monitoraggio condotto dalla Prefettura di Napoli, la scorsa primavera. Nel fascicolo Castellammare ci sono le rivelazioni dei collaboratori di giustizia che raccontano della capacità del clan D’Alessandro di inserirsi negli appalti pubblici («La cosca controlla il 90% delle gare», sostenne l’ex killer Salvatore Belviso in un verbale del 2011) e anche alcune intercettazioni più recenti in cui emerge l’attenzione di alcuni costruttori legati alla camorra, rispetto alla gestione dei fondi comunitari.Per quanto riguarda la nuova programmazione dei fondi europei le gare d’appalto non sono ancora partite, ma gli investigatori evidentemente vogliono approfondire le procedure che hanno consentito di individuare i progettisti.Rispetto alla vecchia programmazione dei fondi europei, invece, c’è in particolare la vicenda che riguarda i lavori di via De Gasperi. Un appalto ancora in corso dal punto di vista burocratico, perché l’opera costata quasi 5 milioni di euro, non è mai stata collaudata. L’emblema dello scempio sono le giostrine piazzate su un marciapiede e ancora transennate a distanza di anni dalla fine dei lavori.Nel 2019 i fratelli Ianniello, titolari della ditta che eseguì il restyling di via De Gasperi, finirono nei guai nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli sui lavori di via Marina, finanziati sempre con fondi europei. Da quell’indagine, che ipotizzava il reato di truffa aggravata nei confronti dei titolari della società, emersero anche anomalie rispetto all’appalto di via De Gasperi a Castellammare e gli atti furono trasferiti per competenza alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. L’indagine è ancora in corso. E ora la procedura amministrativa interessa anche agli ispettori inviati dal Ministero per verificare infiltrazioni al Comune da parte della criminalità organizzata.

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