Maledizione verde pubblico a Torre del Greco: la villa comunale chiusa per lavori

Alberto Dortucci,  

Maledizione verde pubblico a Torre del Greco: la villa comunale chiusa per lavori

Torre del Greco. All’epoca in cui venne nominata assessore agli eventi dall’ex sindaco Valerio Ciavolino, la figlia d’arte Cinzia Mirabella si costruì una solida fama di «menagramo» a causa del maltempo capace di rovinare – perfino d’estate – ogni manifestazione promossa dal Comune. Sono passati 15 anni, sono cambiati sindaci e deleghe – oggi Cinzia Mirabella è assessore ai rifiuti e al verde pubblico della giunta guidata da Giovanni Palomba – eppure la «mala sorte» non sembra intenzionata a cambiare poltrona.

Stavolta, infatti, la «maledizione» si è abbattuta guarda caso proprio sulle ville comunali della città: neanche il tempo di salutare la riapertura a mezzo servizio del parco intitolato a Salvo D’Acquisto in località Sant’Antonio – rimasto off-limits per due mesi a causa di interventi di manutenzione scattati proprio in concomitanza con la ripartenza post-pandemica – e sono stati sbarrati i cancelli della villa comunale di corso Vittorio Emanuele, unico polmone verde del centro storico. Anche in questo caso, la decisione dell’amministrazione comunale è stata determinata dalla necessità di effettuare una serie di interventi di restyling e messa in sicurezza: così, proprio in corrispondenza dell’arrivo del mese più caldo dell’anno, niente accesso all’area verde per anziani e bambini.

Resta «regolarmente» aperto – come informa un cartello fai-da-te attaccato a un cancello del parco pubblico – il chiosco-bar sul belvedere, con buona pace della presenza del cantiere. «Le criticità della villa comunale erano note da tempo – sottolineano alcuni anziani – si poteva intervenire durante i mesi di chiusura “forzata” per non arrecare ulteriori disagi ai cittadini». In effetti, già in varie occasioni il presidente del consiglio comunale Gaetano Frulio aveva «sollecitato» di manutenzione. Fino a oggi, senza risultati. D’altronde, il confine tra «sfortuna» e incapacità di programmazione a volte può essere veramente sottile.

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