Strage di Bologna. Mattarella: ‘dissipare le ombre’. Draghi desecreta Gladio e P2

Redazione,  

Strage di Bologna. Mattarella: ‘dissipare le ombre’. Draghi desecreta Gladio e P2

Il 2 agosto la città di Bologna è tornata a marciare unita verso verità e giustizia. Dopo la celebrazione statica del 2020, a causa delle restrizioni da Covid, il 41/o anniversario della Strage, 85 morti e 200 feriti in un sabato estivo del 1980, ha visto il ritorno del tradizionale e partecipato corteo dal Comune alla stazione, dove esplose la bomba, con un percorso della memoria che ha richiamato, ancora una volta, una comunità intera intorno ai familiari delle vittime, ricordate una per una dal suono di una campanella a ogni ‘sampietrino d’inciampo’, posati nei giorni scorsi lungo il tragitto. A Roma intanto il premier Mario Draghi ha firmato una direttiva per desecretare la documentazione su Gladio e sulla la loggia massonica P2, anche da quegli atti può venire altra luce sull’Italia delle stragi. In un clima più sereno rispetto al passato, con un nuovo processo in corso che sta portando elementi anche sui presunti mandanti, seppur a 41 anni dai fatti e con molti protagonisti ormai deceduti, anche la vicinanza delle istituzioni si fa più tangibile e le polemiche di qualche anno fa tra l’associazione dei parenti e il Governo sembrano alle spalle. Lo ha dimostrato la presenza della ministra della Giustizia, Marta Cartabia, che ha preso la parola nel cortile di Palazzo D’Accursio e ha ricevuto attestati di gratitudine da parte del sindaco Virginio Merola, commosso al suo ultimo anniversario da primo cittadino e del presidente dell’associazione delle vittime, Paolo Bolognesi, ma anche da tanti cittadini che l’hanno fermata per strada.

“La polvere che rivestiva i corpi martoriati, quella polvere che troppo a lungo ha coperti molteplici responsabilità oggi quella polvere si sta diradando e lascia nuovi contorni e nuovi profili dell’accaduto”, ha detto la ministra nel suo discorso, portando “la vicinanza dell’intero Governo” e “l’impegno a fare concretamente la nostra parte, la mia parte per offrire tutto il sostegno necessario nel lavoro di accertamento delle responsabilità” nella “consapevolezza che le schegge di quella bomba ci hanno colpito tutti”. Ma “Bologna – ha detto ancora la ministra, citando Francesco Guccini – sa stare in piedi, per quanto colpita”. Nel suo messaggio per la cerimonia, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato dell’impegno “di uomini dello Stato, sostenuti dall’esigente e meritoria iniziativa dell’Associazione tra i Familiari delle vittime”, che “ha portato a conclusioni giudiziarie che hanno messo in luce la matrice neofascista della bomba”. Per Mattarella, “non tutte le ombre sono state dissipate e forte è, ancora, l’impegno di ricerca di una completa verità. La Repubblica ha saputo respingere la strategia di questi criminali, difendendo i principi di civiltà”. Presenti a Bologna anche il vicepresidente del Csm David Ermini, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e il sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto. Con gli applausi, da una parte della piazza, è stato accolto Giuseppe Conte, che si è unito al corteo a metà e ha assistito ai discorsi in stazione senza salire sul palco: “Ci tenevo ad essere qui oggi in mezzo alla gente comune. E’ un giorno di una commemorazione importante non solo per Bologna, ma per l’Italia intera. E’ una ferita profonda che rimane purtroppo ancora aperta”, ha detto, ricordando quanto fatto da premier per la desecretazione degli atti e poi incontrando brevemente la Guardasigilli, fuori dalla chiesa di San Benedetto, dove si è celebrata la messa di suffragio. Protagoniste della commemorazione sono e restano soprattutto le vittime.

“Il vostro è un esempio tenace di virtù e impegno civico, per affermare la verità completa su attentatori, mandanti, persone infiltrate nello Stato che hanno cercato di depistare indagini”, ha detto rivolgendosi a loro il sindaco Merola, annunciando la consegna del Nettuno d’oro, onorificenza civica, all’associazione che da 40 anni si batte per la verità.

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