Boscoreale. Il sindaco Diplomatico perde un altro alleato, il consigliere Federico lascia la maggioranza

Pasquale Malvone,  

Boscoreale. Il sindaco Diplomatico perde un altro alleato, il consigliere Federico lascia la maggioranza

L’amministrazione Diplomatico perde un altro pezzo della sua maggioranza. Nel corso del consiglio comunale di ieri, il consigliere Crescenzo Federico, esponente del Movimento Popolare Campano, ha ufficializzato il suo passaggio nelle file dell’opposizione, sempre più rigogliosa di ex sostenitori di quella che fu definita la coalizione delle larghe intese. Appena una settimana prima era stato Gaetano Campanile a sbattere la porta in faccia al sindaco con una dichiarazione di guerra. Ieri, poi, quasi a sorpresa ha ufficializzato il suo addio al Pd, sancendo di fatto lo strappo con il consigliere regionale Mario Casillo. I numeri, almeno per ora, sono dalla parte del medico prestato alla politica, con 10 a 7 ma si tratta di un divario troppo risicato per guardare al futuro con ottimismo. La pausa agostana arriva, forse, nel momento più opportuno e servirà per raccogliere le idee e provare a serrare i ranghi dopo i continui scossoni degli ultimi tempi. Era già da qualche tempo che Federico aveva mostrato i segni di un certo malcontento fino a quando ieri ha deciso di rompere gli indugi e accomodarsi tra i banchi della minoranza. Farà compagnia, oltre al già citato Campanile, l’ex assessore Francesco D’Aquino subentrato ad Angelo Costabile, Carmine Sodano, Pasquale Di Lauro, Nicola Sergianni e Alfonso Langella. Le cause addotte dal rappresentante del movimento che fa capo all’ex senatore Pietro Langella coincidono con i fallimenti dell’esecutivo. Tra questi, lo stato di abbandono della villa comunale, la mancata realizzazione del parcheggio nel centro storico e il muro di omertà che sarebbe stato eretto attorno ad Ambiente Reale e alla gestione della raccolta differenziata per i cittadini risultati positivi al Covid-19. «Quest’amministrazione  naviga a vista – scrive -, è mantenuta dall’opportunità e dalla momentanea convenienza di qualche funambolesco consigliere che, pur se dichiara di sostenere il sindaco, siede sulla riva del fiume». Nelle cinque pagine di accuse e veleni, emergono punti di familiarità con la missiva di Campanile, che è evidentemente è stata fonte di ispirazione per Federico, soprattutto quando definisce i suoi ex compagni di ventura degli «amministratori di condominio, in quanto si preoccupano di risolvere i problemi del palazzo o dell’aiuola». Pian piano la granitica maggioranza che ha sorretto Diplomatico si sta sgretolando, indebolita dal fuoco amico che ha provato fino all’ultimo di far saltare il banco prima del 27 luglio, per poi andare alle elezioni anticipate nella prima finestra utile di settembre insieme a Boscotrecase. Il golpe estivo è fallito ma non è detto che l’esecutivo possa reggere altri attacchi, a meno che non si riesca a fermare l’emorragia interna alla maggioranza.

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