Morto in albergo a Sorrento, un muro di silenzi dietro la tragedia

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Morto in albergo a Sorrento, un muro di silenzi dietro la tragedia

Castellammare. C’è un muro di silenzi e di omertà dietro la morte di Francesco Cioffi, il dipendente 63enne dell’Atlantic Palace di Sorrento trovato morto domenica pomeriggio su un lettino nel retro dell’albergo. Anche per questo motivo la Procura, che attraverso la pm Andreana Ambrosino ha aperto un’indagine contro ignoti, vuole vederci chiaro. Cosa sia accaduto nel pomeriggio del 2 agosto non lo sa nessuno. Eppure in un albergo così frequentato, in un periodo di alta stagione, nessuno sembra essersi accorto del malore che avrebbe colpito il dipendente stabiese che lavorava col gruppo, che gestisce altri alberghi in Penisola, da almeno cinque anni. E’ anche per questo motivo che, oggi pomeriggio, la Procura ha affidato l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia sul corpo dell’uomo. Un esame, a questo punto decisivo, per capire le cause della morte di Francesco Cioffi. L’uomo aveva telefonato a sua moglie alle 17,20 di domenica dicendole che sarebbe rientrato a breve. Quella sera la coppia avrebbe dovuto partecipare a una festa di famiglia. Alle 21, però, i figli Vincenzo e Linda sono stati avvisati dai carabinieri di Sorrento, che indagano sul caso, che Francesco Cioffi era deceduto. “Ancora adesso – spiega Vincenzo –  ci chiediamo perché non sia arrivata nemmeno una telefonata dai titolari dell’albergo o da qualche altro dipendente. Se è stato un malore, come dicono, per quale motivo non avvisare subito la famiglia?” Quando i figli sono arrivati a Sorrento hanno trovato Francesco Cioffi adagiato su un lettino da mare nel retro dell’albergo. “Aveva un lenzuolo addosso e le formiche che gli camminavano sul corpo” racconta il figlio della vittima. “Un’immagine indecente per la quale vorremmo una spiegazione”. I dubbi sono diventati ancora più forti quando i familiari si sono accorti che il 63enne aveva ferite alla testa, alle ginocchia, alla nuca e alla schiena. “Sono tutte compatibili con una caduta successiva a un malore?” si chiede l’avvocato Michele Riggi, che assiste i familiari. L’auto dell’uomo, poi, è stata recuperata dal genero e portata a casa. “Ma non sappiamo dove siano finiti gli abiti da lavoro di Francesco Cioffi – continua il legale – che era un tipo meticoloso e portava sempre a casa la sua divisa da lavoro”. Silenzio assordante da parte dei colleghi. Nemmeno una telefonata di condoglianze. Gli unici ricordi sono quelli dei vecchi compagni di lavoro che lo hanno ricordato su facebook. “Zio ci manchi” le loro parole. E silenzio ancora maggiore da parte dei proprietari dell’albergo. Raggiunto telefonicamente da Metropolis, Francesco Giglio preferisce non commentare. “Saranno i referti e le indagini a dire ciò che è accaduto”. Inutile chiedere perché nemmeno una telefonata ai familiari per avvisarli della tragedia. Il telefono staccato in faccia è la risposta. Un silenzio che, al momento, non trova giustificazioni.

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