Ucciso nel garage a Torre Annunziata, la moglie di Maurizio: «Nessun perdono per le belve»

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Ucciso nel garage a Torre Annunziata, la moglie di Maurizio: «Nessun perdono per le belve»

«Maurizio è stato abbandonato ad un destino atroce. C’erano altre persone oltre a quelle belve nel garage ma nessuno è intervenuto per difenderlo». Sono le parole di Tania Sorrentino, la moglie di Maurizio Cerrato, il sessantunenne assassinato per un posto auto il 19 aprile scorso a Torre Annunziata. Sette giorni fa la Procura e i carabinieri hanno chiuso il cerchio delle indagini, arrestando l’ultimo componente del commando armato che ha assassinato Maurizio. Un delitto di cui gli inquirenti sono riusciti a recuperare anche un filmato di un minuto e quarantasei secondi. Video che praticamente riprende l’intera scena del massacro, incastrando i 4 indagati finiti in cella per l’omicidio. E nell’ordinanza cautelare eseguita a carico di Francesco Cirillo (l’ultimo arrestato per il delitto Cerrato) sono apparsi anche alcune foto tratte dal filmato in questione. Immagini riprese e pubblicate dai giornali. Immagini dalle quali emerge che assieme a Maurizio Cerrato e ai suoi aggressori erano presenti anche altre persone. Testimoni che oltre ad aver coperto le “belve”, arrivando a essere indagati per favoreggiamento, non sono intervenuti per salvare dalla furia del branco quel padre di famiglia ucciso per aver difeso sua figlia. Ed è questo per Tania Sorrentino il punto più difficile da accettare di questa terrificante storia che le ha portato via per sempre l’uomo della sua vita, il padre delle sue bambine. «Mai avrei voluto vedere quelle immagini – le parole della moglie di Cerrato – Ma è importante che tutti capiscano che mio marito è stato abbandonato ad un destino atroce. Un uomo di sessantuno anni abbandonato nelle mani di quattro belve. Ma se si contano i presenti in quella immagine si capisce che non c’erano solo loro e che qualcuno poteva fare qualcosa», lo sfogo della moglie del povero Maurizio. Perdonare chi ti ha strappato via un marito è impossibile, come ripete ancora Tania chiedendo pene esemplari per gli assassini protagonisti del massacro nel garage. «Aspettiamo che le indagini facciano il proprio corso e che chi deve pagare non abbia sconti di pena. Non smetterò mai di dirlo: nessuna pietà, nessun perdono». Un messaggio chiaro che arriva a pochi giorni dall’arresto di Francesco Cirillo. Operazione che per gli inquirenti – a coordinare l’inchiesta il Procuratore, Nunzio Fragliasso – rappresenta la chiusura del cerchio delle indagini cominciate 3 mesi fa. Indagini culminate nella confessione di Antonio Cirillo, figlio di Francesco, che ha ammesso di aver sferrato la coltellata mortale che ha ucciso Maurizio. Con loro in carcere ci sono anche Domenico e Giorgio Scaramella. Devono rispondere tutti di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. E tutti ora rischiano l’ergastolo.

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