Castellammare, schiaffo alla camorra: nell’ex covo del clan nascerà un internet cafè

Vincenzo Lamberti,  

Castellammare, schiaffo alla camorra: nell’ex covo del clan nascerà un internet cafè

A via Plinio, nel pieno centro di Castellammare, nascerà un internet social point in un vecchio centro scommesse che era di proprietà della camorra. La notizia, ufficializzata dall’amministrazione comunale ieri, apre le porte al riutilizzo di un bene che per moltissimi anni era nelle disponibilità della criminalità organizzata. All’interno della struttura, come si vede dalla foto, ancora oggi il bancone dove venivano accettate le scommesse. L’immobile, che per la sua collocazione ha anche un discreto valore commerciale, diventerà uno sportello per i consumatori. Il locale, che è grande circa 50 metri quadrati, venne confiscato nel 2003 ad Aniello De Rosa, un commercialista che finì nell’indagine dell’Antimafia che coinvolse il notaio Bellone e numerosi professionisti della Castellammare “bene”. Un gruppo di esponenti della borghesia che vennero accusati di essere fiancheggiatori e in alcuni casi finanziatori delle attività illecite della cosca di Scanzano. Secondo l’accusa De Rosa avrebbe accumulato ricchezze illecite diventando proprietario di diversi immobili in tutta Italia. Attività e case acquistate anche grazie all’attività usuraia che gli venne contestata. Il professionista, sempre secondo l’accusa, avrebbe poi trasferito la titolarità di questi beni a prestanome e familiari. Con l’internet social point sono 21 i beni che, in passato erano in possesso dei clan, oggi a disposizione invece dell’amministrazione comunale. Di questi, invece, 8 sono ancora nelle mani del Consorzio Sole che si occupa di beni confiscati ma che, fino ad ora, non è riuscito a trasferirne competenze e utilizzi ai Comuni. Tra i più importanti a Castellammare l’ex bar di fronte alla Cassarmonica, sempre di proprietà di De Rosa, che oggi è la sede di un’attiva associazione antiracket. La delibera approvata dall’amministrazione Cimmino parte da un atto di indirizzo dell’assessore alle politiche sociali Sabrina De Gennaro. “Rilevato che sul territorio stabiese si registra una penuria di luoghi destinati alla fruizione digitale gratuita da parte dei cittadini – si legge nel documento – e il locale sito alla Via Plinio potrebbe essere destinato a tale scopo sociale, si chiede di porre in essere ogni azione di competenza al fine di attivare un internet Point Sociale e uno sportello consumatori”. Solo qualche mese fa un rapporto di Libera aveva evidenziato come in Campania un comune su due fosse poco trasparente sui beni confiscati alle mafie: su 131 comuni monitorati destinatari di beni immobili confiscati, 65 i comuni che ancora non pubblicano l’elenco. Ciò significa che ben il 49,6% dei comuni resta totalmente inadempiente. Tra quelli che pubblicano, sono ancora tantissimi quelli che lo fanno in maniera parziale e non pienamente rispondente alle indicazioni normative. I comuni meno “trasparenti” si trovano prevalentemente in Provincia di Napoli (26).

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