Castellammare, rubò i gioielli a un defunto: infermiere imputato

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Castellammare, rubò i gioielli a un defunto: infermiere imputato

Castellammare. Un mese a lottare tra la vita e la morte a causa del Covid nel reparto specializzato dell’ospedale Monaldi di Napoli. Ma, il 18 dicembre del 2020, per Bartolomeo Sorrentino, architetto stabiese, non ci fu più nulla da fare. I familiari, in quella dolorosa circostanza, si resero conto che del loro congiunto erano spariti tutti gli effetti personali. La beffa aggiunta alla tragedia di vedere andare via una persona cara per colpa del virus. Ma i due figli dell’architetto, a cui il papà aveva insegnato di lottare sempre per la verità, non si diedero per vinti. E denunciarono tutto alla Procura della Repubblica. Mai avrebbero pensato che dopo un mese di sofferenze, di telefonate che non arrivavano, di distanza nel momento del dolore, avrebbero dovuto fare i conti anche con gli sciacalli. Dalle cose che Bartolomeo Sorrentino aveva con se erano spariti in quei giorni, 150 euro, una collana d’oro, un computer Mac portatile col suo caricabatterie, un rosario e un cristallo. Le indagini, svolte con celerità dai pm napoletano, hanno consentito di rinviare a giudizio un caposala del reparto, Biagio Biancolella. L’uomo, secondo i pm napoletani, si era appropriato sfurttando la sua funzione di caporeparto di tutte queste cose. L’accusa, di peculato d’uso, è stata formalizzata perché lo stesso infermiere sentendosi messo alle strette, aveva deciso di restituire tutto trovando delle giustificazioni per il suo gesto. Scuse a cui, però, la procura non ha creduto chiedendo e ottenendo il rinvio a giudizio. E’ formata da quasi dieci persone la lunga lista di testimoni chiamati dalla pubblica accusa a confermare la tesi in sede processuale. “Sono stati giorni particolarmente difficili – dichiara oggi Niccolò Sorrentino, il figlio della vittima – sapere nostro padre in ospedale in guerra col Covid, il terrore di perderlo come poi è capitato. Ma mai ci saremmo immaginati di trovarci davanti a una situazione del genere: nostro padre privato dei suoi effetti personali”. I figli hanno deciso subito di presentare un esposto denuncia. “Ai magistrati – spiega ancora adesso Niccolò – abbiamo chiarito che non avevamo alcun interesse a ottenere un ristoro economico di ciò che era stato portato via. Non era quello che ci interessava. Volevamo giustizia perché mentre perdevamo nostro padre a causa del Covid, qualcuno pensava di prendersi le cose che ha avuto vicino negli ultimi giorni della sua vita. Era una questione di giustizia e devo ringraziare gli uomini della Mobile di Napoli e i magistrati che su questa vicenda sono andati fino in fondo”.

Tiziano Valle

Vincenzo Lamberti

CRONACA