Circum, taglio delle corse: schiaffo a Torre del Greco, penalizzati pendolari e studenti in periferia

Alberto Dortucci,  

Circum, taglio delle corse: schiaffo a Torre del Greco, penalizzati pendolari e studenti in periferia
La stazione centrale di Torre del Greco

Torre del Greco. CTorre del Greco. Il nuovo corso partirà il prossimo 6 settembre, ma l’ordine di servizio firmato dai vertici locali dell’Eav – l’ente autonomo del Volturno guidato da Umberto De Gregorio e chiamato a gestire il business-trasporti su gomma e rotaie in provincia di Napoli – già circola da qualche giorno in rete, scatenando proteste e polemiche tra gli abituali viaggiatori della Circumvesuviana. Perché il rientro sul posto di lavoro per migliaia di pendolari oppure tra i banchi di scuola per gli «studenti in trasferta» sarà traumatico, tra fermate «saltate» sulla tratta Napoli-Sorrento e stazioni «cancellate» del tutto. Particolarmente penalizzata Torre del Greco – in salvo solo tre fermate su sette – ma inevitabili disagi si registreranno anche a Ercolano e San Giorgio a Cremano.

Il piano di esercizio

La rivoluzione firmata dagli ingegneri Arturo Borrelli e Giancarlo Gattuso – rispettivamente direttore del trasporto ferroviario e direttore infrastruttura – nasce dalla necessità di adeguare le corse alla norma con cui, a marzo del 2021, si è stabilito di fissare a 70 chilometri orari la velocità massima delle linee vesuviane. Di qui, la necessità di adeguare il programma di esercizio a partire dal rientro a regime post-ferie. Il nuovo piano della Circum prevede una struttura oraria cadenzata a 24 minuti, con 264 corsa al giorno dal lunedì al sabato e 194 corse la domenica e i giorni festivi. Ovviamente, calcolate su tutte le linee del servizio.

La scure dei tagli

Particolarmente penalizzata, carte alle mano, sarà la tratta Napoli-Sorrento a cui sono stati destinati 110 treni – solo 38 accelerati a fronte di 55 diretti, con 17 direttissimi – durante i giorni feriali. I treni diretti, infatti, salteranno la bellezza di 9 fermate fino a oggi regolarmente servite: a San Giorgio Cavalli di Bronzo, Ercolano Miglio d’Oro, via del Monte, via dei Monaci, villa delle Ginestre, via Viuli, Castellammare Ferma, Pozzano e Scrajo fermeranno solo gli accelerati. In media, uno ogni ora. Non c’è bisogno di una laurea in ingegneria per capire come per gli studenti della periferia di Torre del Greco iscritti a una scuola superiore di Napoli o Sorrento o per un qualsiasi lavoratore-pendolare della fermate «ridimensionate» dalla Circum i disagi saranno enormi. A pagare un prezzo altissimo alla strategia dell’Eav sarà proprio la città del corallo: a tre mesi dalla crociata per «recuperare» la stazione di Sant’Antonio – rimasta a lungo chiusa per motivi di sicurezza – la quarta città della Campania si vede sfilare le stazione di via dei Monaci e via Viuli e ridurre a un terzo le corse in via del Monte e villa delle Ginestre. Con buona pace delle obiezioni già sollevate dal sindaco Giovanni Palomba e dal delegato ai trasporti Salvatore Gargiulo, pronti a sottolineare la centralità delle stazioni – sia sotto il profilo studentesco sia sotto il profilo turistico, per raggiungere la storica dimora di Giacomo Leopardi – finite nel vortice dei tagli della Circum. Stesse difficoltà per Ercolano, dove pure il sindaco Ciro Buonajuto – sempre attento alla promozione turistica del territorio – si era battuto per salvare la fermate delle ville vesuviane e a San Giorgio a Cremano, con la semi-chiusura di Cavalli di Bronzo. Le eventuali ripercussioni in penisola – Pozzano e Scrajo – potranno essere avvertite, salvo cambiamenti di stagione, solo nell’estate 2022 con il tradizionale «assalto» dei bagnanti.

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