Torre Annunziata, Ascione al capolinea: il Pd esce dalla maggioranza

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Torre Annunziata, Ascione al capolinea: il Pd esce dalla maggioranza

Un documento di una pagina e mezza. Poche righe per mettere in fila i fallimenti dell’amministrazione comunale targata Vincenzo Ascione. La firma sulla fine di un’avventura politica arrivata ormai al capolinea l’ha messa Paolo Persico, commissario cittadino del Pd. Una nota, condivisa dalla base del partito, che potrebbe rappresentare di fatto il tramonto di un’era politica costellata di tante ombre e pochissimi sprazzi di luce. Tantissime le critiche poste alla base dell’annuncio dell’uscita dei dem dalla maggioranza. Dalla «rimozione di nodi politico-amministrativi rilevantissimi» da parte del sindaco fino alla «caduta di credibilità dell’azione amministrativa». Passando poi per le risposte mai date alla «richiesta di trasparenza, al dovere di ascolto delle istanze delle forze sociali e delle associazioni, la necessità di farsi carico di una lotta senza quartiere all’illegalità e alla camorra», le parole di Persico. Uno strappo insanabile tra il partito e il sindaco nato dopo che i vertici provinciali del partito – all’indomani dell’arresto dell’ex vicesindaco Luigi Ammendola (poi scarcerato dal Riesame per la vicenda della Tangentopoli torrese) – avevano scaricato Ascione. Una linea sposata, con due mesi di ritardo dal commissario cittadino. E così, sulla spinta propulsiva dell’intero partito Perisco ha dichiarato ufficialmente ciò che i militanti dem sostegono da tempo. Cioè la «necessità di affermare  con nettezza che per il nostro partito questa esperienza amministrativa va considerata esaurita». Una scelta che diventerà realtà nel corso del prossimo consiglio comunale con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio, forse l’ultimo atto dell’era targata Vincenzo Ascione. «Questa scelta – sottolinea Persico – sarà espressa in modo inequivocabile in sede di votazione del bilancio occasione nella quale il Pd annuncerà l’uscita dalla maggioranza. Da subito lavoreremo, a partire dai problemi concreti, per una prospettiva politica radicalmente diversa. Da oggi si apre una fase nuova di confronto nel Pd, tra il nostro partito e la città». Adesso bisognerà capire come reagiranno a questa presa di posizione netta i sei consiglieri del gruppo consiliare dem. Votare a favore della maggioranza vorrebbe dire, ovviamente, uscire dal Partito Democratico, vista la linea durissima tracciata prima dai vertici provinciali e poi dal commissario cittadino. E molto dipenderà anche dalla posizione che assumeranno nel dibattito che porterà al prossimo consiglio comunale i politici vicini al consigliere regionali Mario Casillo (da sempre legato ad Ascione) e al deputato Lello Topo. In forse ci sono i voti di Giuseppe Raiola, Jessica Lucibelli e Massimo Papa: tutti esponenti delle correnti guidate da Topo e Casillo. Mentre più critiche verso l’amministrazione comunale appaiono le posizioni di Francesco Colletto, Germaine Popolo e Aldo Ruggiero. Comunque vada il destino di Ascione appare comunque segnato. Anche se dovesse salvarsi in consiglio di sicuro non sarà il candidato del centrosinistra alle prossime comunali.

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