Un’altra notte d’inferno a Torre Annunziata, due stese in pochi minuti: torna l’incubo faida

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Un’altra notte d’inferno a Torre Annunziata, due stese in pochi minuti: torna l’incubo faida

Un’altra notte di follia. Un’altra notte di paura. Un’altra prova di forza nella guerra per il dominio della città.  Due stese, due raid armati nel giro di pochi minuti. Sono i killer della camorra di Torre Annunziata che tornano a sparare. Sono gli assassini di Fortapàsc a caccia di nemici da stendere al tappeto.  Ad armare la loro mano nuovi e vecchi boss pronti a tutto pur di conquistare lo scettro del comando nel settore dello spaccio e delle estorsioni. E così nella notte tra giovedì e venerdì, intorno alle 2 del mattino, si è consumato l’ennesimo atto di una faida che dall’inizio dell’anno ha prodotto trenta raid tra bombe, stese e agguati. A spezzare il silenzio della notte è il suono dei proiettili di una pistola calibro nove che rimbomba nelle strade e nei vicoli. Le tracce dell’inferno le hanno recuperate, qualche ora dopo, sull’asfalto i poliziotti del commissariato di Torre Annunziata. Alcuni bossoli di proiettile sono stati rinvenuti nei pressi di un bar nella zona di piazza Ernesto Cesaro, nel cuore della città. Un altro raid è stato messo a segno su corso Vittorio Emanuele, nei pressi dell’abitazione di un pregiudicato. Lo stesso punto nel quale qualche settimana fa vennero esplosi alcuni colpi di kalashnikov. Episodi collegati, sostengono gli investigatori. Ipotesi, almeno per ora, che verranno chiarite comunque dalle indagini messe in piedi dai poliziotti del commissariato di Torre Annunziata. Di sicuro quanto avvenuto la scorsa notte rappresenta l’ultimo tassello di una guerra che da oltre un anno tiene in scacco la città. Le scarcerazioni eccellenti di alcuni uomini di punta dei Gionta hanno cambiato gli equilibri criminali a Torre Annunziata, scatenando la furia dei rivali. Una fitta schiera di clan pronta a mettere al tappeto i propri nemici con ogni mezzo. Tra questi ci sono anche i baby boss del Penniniello, recentemente condannati in primo grado per associazione a delinquere di stampo mafioso e ritenuti a capo di un nuovo sodalizio criminale autonomo la cui esistenza è stata riconosciuta, nel primo atto del processo, anche dai giudici. Nel mirino, in questo momento, c’è soprattutto l’affare legato alle estorsioni, uno dei business più importanti per la camorra. Un tema tornato di strettissima attualità in questi giorni, come dimostrano i raid armati ai danni delle attività commerciali e la fuga degli imprenditori che non possono pagare il pizzo e non hanno il coraggio di denunciare. Uno scenario drammatico capace di produrre, dall’inizio del 2021 ad oggi, qualcosa come 30 raid armati (comprese le stese della scorsa sera). Numeri impressionanti che danno il senso di un’emergenza che non sembra conoscere fine. Un’emergenza che solo nelle ultime settimane conta una bomba esplosa sotto casa di un pregiudicato in via Sambuco, due uomini feriti da arma da fuoco che hanno denunciato di essere stati vittime di due rapine e infine i fatti che la scorsa notte hanno fatto ripiombare nel baratro la città.

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