Camorra scatenata a Torre Annunziata, altre due stese in una notte: in fiamme un’officina

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Camorra scatenata a Torre Annunziata, altre due stese in una notte: in fiamme un’officina

Un’officina ridotta in cenere e due stese in poche ore. È il bilancio dell’ennesima notte di terrore che ha travolto Torre Annunziata. Un’altra notte di inferno e paura in una città che in questo periodo sta tornando indietro nel tempo agli anni più bui della sua storia.

Officina in fiamme

Gli ultimi tre episodi la scorsa notte. Il primo nella zona del porto. Sono da poco passate le due del mattino quando qualcuno avverte i vigili del fuoco di un incendio. In fiamme un’officina sotto i portici del Trincerone ferroviario. Si tratta di un magazzino, uno di quelli utilizzati come deposito per la lavorazione e la vendita degli attrezzi da pesca. Struttura spesso utilizzato dal titolare anche per la manutenzione meccanica delle imbarcazioni. Le fiamme partono dall’interno e chiunque abbia alimentato il fuoco lo ha fatto per distruggere quell’attività commerciale. In un’ora il rogo viene domato ma nel negozio finisce in cenere.  I primi accertamenti eseguiti sul posto hanno confermato che le cause del rogo sono di tipo doloso. Il proprietario è incensurato ma non i suoi familiari. E su questo dettaglio che si concentrano le attività investigative. Si scava nella vita dell’uomo e nei suoi rapporti d’affari.  Sul posto sono giunti anche gli agenti del commissariato di Torre Annunziata che hanno dato il via alle indagini.

Le due stese

Intanto a pochi metri dal rogo scatta un secondo allarme. Sul corso principale, davanti al palazzo dove abita la famiglia dei Tittoni  (dinastia di narcotrafficanti attiva in città)qualcuno ha esploso tre colpi di arma da fuoco. Ma non sono gli unici proiettili che infiammano l’ennesima notte di paura all’ombra del Vesuvio. La stessa sequenza si verifica poco dopo  anche in via Murat. Qui l’obiettivo è un pregiudicato. In entrambi gli episodi però nessuno denuncia. Dai primi accertamenti eseguiti dalle forze dell’ordine, però, non è escluso che la doppia stesa possa essere legata agli altri due raid messi a segno a Torre Annunziata tra il 13 e il 14 agosto. In quella circostanza i killer armati di pistola calibro 9 spararono in piazza Cesaro e poi contro il portone di un’abitazione di corso Vittorio Emanuele. Nel mirino, secondo le prime indagini, ci sarebbero pregiudicati legati ai Gionta.

L’allarme della Dda

Una catena di raid che ha ormai assunto i contorni del bollettino da guerra. Con le ultime due stese della scorsa notte sono 32 i raid armati messi a segno in città dall’inizio dell’anno ad oggi. Di cui undici stese e ben quindici bombe esplose all’indirizzo di abitazioni e negozi. Dati finiti anche nelle mani della Direzione Distrettuale Antimafia.

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