Usura a Boscoreale, ecco chi è la strozzina finita in manette

Pasquale Malvone,  

Usura a Boscoreale, ecco chi è la strozzina finita in manette

Si era fatta prestare 3mila euro, ma si è vista costretta a versare alla sua aguzzina ben 39mila euro in cinque anni, con un tasso di interesse del venti per cento al mese. Dopo cinque lunghissimi anni di minacce e vessazioni, la vittima, originaria di Boscoreale, ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai carabinieri della stazione cittadina che ieri mattina hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, Antonio Fiorentino, nei confronti di Francesca Cirillo, 63 anni, con l’accusa di usura ed estorsione. Già nota alle forze dell’ordine per reati specifici, la donna è stata trasferita presso la Casa Circondariale di Pozzuoli. L’attività investigativa è stata condotta dai militari dell’Arma agli ordini del luogotenente Massimo Serra, e coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Emilio Prisco. Le indagini hanno permesso di fare luce sulla torbida vicenda, di ricostruire con dovizia di particolari l’intera sequenza degli eventi, dall’accordo iniziale al momento in cui la vittima, ormai incapace di far fronte alle continue richieste estorsive, ha trovato la forza di dire basta e di ribellarsi alle continue intimidazioni patite per circa 5 anni e dirette anche nei confronti dei suoi stretti familiari. Ma la donna, la cui unica colpa è stata quella di rivolgersi alle persone sbagliate in un momento di estrema difficoltà economica, non è stata lasciata sola. Quando ha trovato dentro di sé il coraggio e la dignità di rialzare la testa, ha avuto al suo fianco il parroco, che in silenzio e forza d’animo le ha fatto sentire che avrebbe potuto farcela, che avrebbe potuto e dovuto riprendersi la sua vita, ormai calpestata e derisa. Ma torniamo ai fatti. È il 2015. A causa di una serie di eventi sfortunati, personali e finanziari, la donna, sposata con due figli, si trova costretta a chiedere un piccolo prestito di 3mila euro. Quella decisione sarà la sua condanna. Pattuisce con la Cirillo ogni aspetto del prestito: 600 euro, pari al venti per cento di interesse sulla somma corrisposta, da versare ogni mese fino all’estinzione del debito. Passano cinque lunghissimi anni e fino al novembre del 2020 quei 3mila euro iniziali sono diventati quasi 40mila. E quando la donna non riusciva ad onorare la rata, scattavano le minacce, le intimidazioni anche ai suoi familiari. Era arrivata al punto che per saldare il debito si era rivolta ad altri usurai per ottenere piccoli prestiti. Ormai era finita nelle sabbie mobili degli strozzini: più si dimenava per uscirne fuori, e più sprofondava. Di qui, la decisione del Gip di firmare l’ordinanza di carcerazione nei confronti della 63enne, considerata un soggetto pericoloso considerate le condanne pregresse per estorsione e sottoposta a processo per altre ipotesi di usura ed estorsione. Da quanto si apprende, la Cirillo aveva iniziato a incassare gli interessi del prestito nello stesso periodo in cui era stata condannata in primo grado per altri fatti di usura.

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