Camorra a Poggiomarino: la città nella morsa di 3 boss

Andrea Ripa,  

Camorra a Poggiomarino: la città nella morsa di 3 boss

Le mani di tre boss sugli affari illeciti di Poggiomarino. La storica leadership del clan Giugliano, la costola nata dal «via libera» del boss Mario Fabbrocino, minacciata dalle organizzazioni criminali emergenti pronte a mettere le mani su racket e droga visto che lo storico capocosca è stato indebolito dagli arresti eccellenti messi a segno negli ultimi anni. Lo spaccato di una città stritolata nella morsa della criminalità organizzata emerge dalle operazioni portate a termine tra aprile scorso e alcuni giorni fa. Arresti eccellenti e retroscena di una faida tra cosche sempre pronta a scoppiare e disinnescata dai blitz coordinati dalla direzione distrettuale dell’Antimafia. A controllare gli affari illeciti sul territorio di Poggiomarino per anni i vertici del clan Giugliano, a guida dell’organizzazione il boss Antonio Giugliano detto o’ Savariello. La lunga detenzione del capoclan e la cosca affidata al figlio e alle quote rosa dello storico sodalizio criminale hanno indebolito la forza esercitata negli anni, grazie anche all’appoggio dei Fabbrocino. Dal 2016 a oggi le cose sono cambiate. Il ritorno in Campania di Rosario Giugliano, detto ‘o minorenne, ha creato non pochi scossoni all’interno degli equilibri criminali locali. Storico killer del clan Galasso, o’ minorenne, ha cominciato a marcare il territorio. Pronto a prendere lui il controllo di una città stritolata nella morsa delle estorsioni ai commercianti. La faida che ha animato gli scontri tra bande armate negli ultimi anni è stata interrotta ad aprile scorso, poco dopo l’agguato a un altro personaggio del panorama camorristico locale. Ad aprile 26 arresti, tra cui Rosario Giugliano o’ minorenne e il figlio del boss Antonio Giugliano o’ Savariello. Un doppio blitz capace di smantellare le due organizzazioni più forti. Un’operazione capace di far emergere un terzo sodalizio criminale. Nato sempre a Poggiomarino, armato fino ai denti, e pronto a mettere sugli affari illeciti. Gli arresti dell’ex pentito Carmine Amoruso – vittima di un agguato di camorra ad aprile scorso, ordito da Rosario Giugliano – hanno messo in mostra l’esistenza di una nuova famiglia organizzata. L’ex collaboratore di giustizia, uscito dal programma di protezione dello Stato, ha ricominciato a fare affari con la malavita organizzata. Dopo aver messo in piedi, con il fratello Marco, una banda era pronto ad approfittare del «vuoto camorristico» degli ultimi mesi. Con O’ Savariello e il figlio arrestati e O’ minorenne in carcere, voleva prendere il controllo di Poggiomarino. E’ stato arrestato anche lui, alcuni giorni fa. Al termine di un’indagine-lampo capace di sventare anche un tentato omicidio che il gruppo di Amoruso era pronto a compiere per mandare un messaggio di forza all’organizzazione di Rosario Giugliano. Doveva morire un fedelissimo di o’ minorenne. Scampato l’agguato resta il dramma di una città ingestibile, dove la puzza di camorra è ancora troppo forte e tre boss dominano il territorio.

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