La droga verso Sorrento: nuovi intrecci con Pompei

Teresa Palmese,  

La droga verso Sorrento: nuovi intrecci con Pompei

C’è un giro di affari che lega il nome di Pompei a Sorrento. E stavolta c’entra poco il turismo, il mare, la natura e l’archeologia. Nulla a che fare con le visite agli Scavi e coi viaggiatori che si spostano poi in penisola, per intenderci. Dietro l’ultima operazione firmata dai poliziotti del commissariato di via Sacra ci sono ora nuovi interrogativi. La costruzione di un importante asse per lo spaccio di droga tra Pompei e Sorrento è oggi più di una ipotesi. Un traffico illegale di soldi e sostanze stupefacenti che sarebbe emerso già da qualche settimana, quando gli agenti di Pompei – nel corso di un controllo finalizzato al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti – hanno stretto le manette ai polsi a un pregiudicato 55enne di Torre Annunziata. In via Ripuaria, nell’autolavaggio gestito dall’uomo, sono state rinvenute dosi già confezionate di droga. Oltre duecento grammi di marijuana suddivisa in cinquanta involucri che – scrivono gli inquirenti era destinata a Sorrento. Una città particolarmente viva dal punto di vista della movida e che si intreccerebbe col nome di Pompei, dove i poliziotti hanno sorpreso l’uomo con la droga già pronta a finire sul mercato nero. Solo la punta dell’iceberg di un giro d’affari che si intreccia con gli interessi della criminalità organizzata ben più profondo di quanto si possa pensare. Un’operazione garantita grazie all’ausilio dell’unità cinofila della questura di Napoli, messa in atto dal commissariato di Pompei e di Sorrento, rispettivamente guidati dai vice questori Antonella Palumbo e Nicola Donadio.

Un’indagine che ha consentito agli investigatori di ricostruire le rotte dello spaccio di stupefacenti – nello specifico marijuana – sull’asse Pompei-Sorrento e che apre ora nuovi scenari già al vaglio delle forze dell’ordine. Non si esclude che dietro questo giro di affari si nascondano interessi della criminalità organizzata, che in costiera sorrentina ha già investito ingenti capitali in passato. Si tratta solo di ipotesi, almeno per il momento, ma l’arresto degli ultimi giorni ha riacceso un primo campanello d’allarme. Fatti finiti al vaglio delle forze dell’ordine di Pompei e Sorrento che stanno cercando di ricostruire cosa si nasconde dietro l’operazione dell’autolavaggio di via Ripuaria, situato in una zona di confine ben nascosta e isolata da eventuali occhi indiscreti.

In costiera ci sarebbero assidui consumatori di sostanze stupefacenti che si riforniscono presso i corrieri di Pompei. Tant’è che sotto i riflettori degli agenti, in particolare, ci sarebbero già diverse consegne di sostanze stupefacenti che risalgono ai mesi scorsi. Da qui gli occhi tutti puntati sull’ultimo arresto nell’autolavaggio di via Ripuaria. Il viaggio della droga verso Sorrento non rappresenta di certo una novità, ma è il nuovo legame con Pompei finito al centro delle indagini. Pompei e Sorrento sono due mete particolarmente legate. Non soltanto per i flussi turistici condivisi, ma soprattutto per un fiorente giro di attività illecite oggi sotto la lente di ingrandimento della magistratura.

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