Gragnano. Fu adottata a 2 anni, per una vita ha cercato i fratelli: ricostruisce la verità dopo 42 anni

Elena Pontoriero,  

Gragnano. Fu adottata a 2 anni, per una vita ha cercato i fratelli: ricostruisce la verità dopo 42 anni

Gragnano. Una data e un nome sono appuntati da anni nel diario di Anna De Martino Cesarano, con la speranza di poter aggiungere l’ultimo tassello al mosaico che ha iniziato a comporre all’età di 18 anni. E’ il 1969 e Anna ha soltanto due anni, troppo piccola per comprendere che la morte della sua mamma Teresa l’avrebbe portata lontano dalla sua famiglia, lasciandole un dubbio lungo ben 42 anni. E’ il 1985, Anna ha 18 anni e vive ad Alessandria, ha già dovuto fare i conti con un grande dolore, ovvero la perdita del papà adottivo, ma continua a essere circondata dall’amore della mamma Virginia e dall’affetto dei tanti cugini con cui condivide gite, feste e momenti sereni. Una serenità che svanisce quando Anna è impegnata a cercare dei documenti e tra questi scopre un atto di adozione, che le apre un mondo a lei sconosciuto. Cerca conferme nella mamma adottiva che, forse per paura di perdere l’unica figlia, ha fornito ad Anna una versione dei fatti incompleta. Nonostante le po- che informazioni, Anna decide di fare chiarezza riavvolgendo il nastro della sua vita, scoprendo e rintracciando il papà naturale e tutti i fratelli residenti a Gragnano, meno uno: a mancare all’appello è Catello. E’ il 2013 e Anna da Alessandria raggiunge Bosco- reale, ospite di un’amica. E’ a quel punto che parla dei suoi fratelli e riesce a contattare un nipote e la sorella che per primi ac- colgono Anna a Gragnano. La famiglia si riunisce ma la storia raccontata ad Anna, così come ai fratelli, si ferma per quasi un anno, dal 1968 anno di nascita dei gemelli Catello e Immacolata, al luglio del 1969 quando uno dei fratellini scompare. Anna cerca in tutti i modi di trovare Catello, perché forse anche lui «è stato dato in adozione. Ho creduto questo in tutti gli anni di ricerca, sperando di poterlo riabbracciare e riunire tutta la famiglia. La mia famiglia. Da alcuni giorni aveva postato l’appello su una pagina social per poter trovare Catello, tante le segnala- zioni, fino alla verità di ieri». All’appello di Anna De Martino Cesarano hanno risposto in tanti, poi la svolta avvenuta a conclusione della ricerca  effettuata da Metropolis. Catello risulta deceduto a luglio del 1969, ad appena un anno di età. «I miei fratelli mi hanno spiegato che papà aveva chiesto di Catello e i parenti gli dice- vano che era deceduto. Ma lui suo figlio morto non lo ha visto, ecco perché ho tentato di cercare anche l’ultimo tassello di questo mosaico che ho iniziato 42 anni fa». Una ricerca della verità che è partita da Alessandria arrivando a Gragnano, dove nel 1969 è iniziato il viaggio della piccola Anna, concluso 8 anni fa quando in quelle mete di vacanza, dove era stata in gita con i genitori adottivi, ha ritrovato la sua famiglia di origine. «Non cerco colpe né le ho mai cercate anche quando ho scoperto di essere stata adottata – spiega Anna – Forse il mio rammarico è non aver avuto le risposte che aspettavo dalla mamma che mi ha cresciuto. Non le ho chiesto “chi sono i miei genitori naturali”, ma semplicemente che sensazioni avesse provato quando mi aveva portato a casa e quali le mie re- azioni. Credo che questi siano gli interrogativi che un figlio adottato abbia la voglia di capire, perché quello che conta sono le emozioni che i genitori, adottivi o naturali, pro- vano abbracciando il loro bimbo. Personalmente mi ritengo fortunata “ho quattro genitori”, così come mi disse mia nipote a cui ho raccontato la mia storia. Purtroppo le mie mamme e i miei papà sono morti. Ora la mia felicità è che dopo aver vissuto da figlia unica adesso sono circondata dall’affetto dei miei fratelli, dei miei nipoti e pronipoti».

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