L’infettivologo Franco Faella: “La variante Delta rischiosa per i non vaccinati”

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L’infettivologo Franco Faella: “La variante Delta rischiosa per i non vaccinati”

“In questo momento sono un libero cittadino. Ovvio che spero di rimanere tale e di non essere richiamato ancora in servizio. Non perché chissà cosa sia, ma perché significherebbe che abbiamo sconfitto il virus”. Franco Faella, medico infettivologo, primario emerito del Cotugno di Napoli, ha vissuto in trincea le prime due ondate della pandemia. Ed ora, ovviamente, spera di non dover tornare a combattere per salvare vite umane. In mezzo la discussione sull’obbligatorietà dei vaccini. Davanti alla quale il professor Faella esprime il suo punto di vista. “Io penso che su questo argomento non dobbiamo esprimerci noi ma un’autorità che si interessa e studia il diritto. Chi governa avrebbe potuto scegliere questa strada, ma si sarebbe anche trovato davanti a una corposa reazione fatta di ricorsi giudiziari contro l’obbligatorietà. Io, personalmente, uno studio in proposito l’ho fatto tempo fa e alla fine raggiungevo in base a quello che sono riuscito a comprendere con le mie modeste capacità di acquisire argomentazioni è che secondo me la possibilità che uno stato approvi l’obbligatorietà è possibile perché se da una parte ognuno è libero di curarsi o meno, esiste una tutela sovrapersonale che ci può obbligare a sottoporci ai vaccini. Diciamo anche che arriveremo o no all’obbligatorietà attraverso il green pass ci stiamo arrivando in maniera surrettizia, perché chi non si vaccina non può fare le cose che vuole” spiega il medico.  Che affronta anche il tema di come convincere le persone, e sono ancora tante, che non vogliono saperne di vaccinarsi. “In teoria dovrebbe essere possibile convincere questo persone. Le dico, a titolo personale, che ognuno di noi ha avuto dei momenti di chiarimento con persone che sono critiche, ma alla fine tutti quelli che siamo pro vaccini, troviamo difficoltà a convincere chi non la pensa come noi. Ci sono tante cose da dire ma trovo che chi sia in posizione assoluta di diniego non si smuove” dichiara l’ex primario. Anche perché, come dimostrato anche da una serie di interventi importanti, spesso i no vax sono persone di buona cultura, che sono spaventate più dal virus che dai vaccini. Intanto, però, siamo in piena quarta ondata e i numeri pur non essendo particolarmente preoccupanti, continuano a salire. Ricoveri, contagi e anche decessi che non danno delle ottime sensazioni per il futuro, pur essendo però frutto di una situazione che appare sotto controllo. “Io credo che il tempo che sta passando, assieme a una buona copertura vaccinale che stiamo producendo, dovrebbe creare una sostanziale difesa nei confronti del virus. Sono fiducioso che improvvisamente risolveremo questo problema” spiega il professor Faella per il quale, però, il pericolo potrebbe arrivare dai paesi poveri. “Dobbiamo porci la considerazione che riguarda alcune nazioni che non hanno iniziato la vaccinazione come il terzo mondo. Per questo motivo l’occidente deve assumersi la responsabilità e l’onere cercando di vaccinare anche questi popoli” dichiara l’ex primario del Cotugno. E sulla pericolosità della variante Delta, esprime la sua opinione:  “Non è più letale perché chi è vaccinati o deve fare i conti con un’infezione senza malattia o se contrae la malattia lo fa in maniera lieve. Sul soggetto non vaccinato invece, studi dimostrano che il contagio non è affatto lieve e le conseguenze sono pericolose. Perciò dobbiamo vaccinarci il più possibile”.

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