Agguato all’ex pentito, il nuovo boss di Poggiomarino verso il processo

Andrea Ripa,  

Agguato all’ex pentito, il nuovo boss di Poggiomarino verso il processo

Per l’agguato all’ex pentito di Poggiomarino, Carmine Amoruso, il boss del nuovo clan della città vesuviana, Rosario Giugliano rischia di finire a processo. La procura Antimafia di Salerno chiude le indagini sul ferimento dello scorso aprile ai danni del collaboratore di giustizia tornato a fare affari con la camorra. Rosario Giugliano, finito in manette qualche giorno dopo il raid nell’ambito di una maxi inchiesta sulla faida tra cosche proprio a Poggiomarino, faceva parte del commando armato insieme a Nicola Francese, anche lui finito in manette a fine aprile. Per la Dda di Salerno i passaggi chiave dell’inchiesta sono blindati, anche il rigetto delle misure cautelari – avanzate in verità dai soli legali di Nicola Francese – rappresentano un passo importante verso il dibattimento che potrebbe essere avviato a breve. Non prima della formalizzazione della richiesta di rinvio a giudizio per gli unici due indagati dell’agguato avvenuto alla periferia di San Marzano sul Sarno, comune confinante con Poggiomarino, nel pomeriggio del 13 aprile scorso. I colpi di pistola esplosi da Rosario o’ minorenne e da Nicola Francese contro l’auto su cui viaggiava Carmine Amoruso, il fratello e un amico dei due, si innestano nella guerra per il controllo degli affari criminali a Poggiomarino tra il nuovo boss e l’ex collaboratore di giustizia, uscito dal programma di protezione per i testimoni e tornato a fare affari con la criminalità organizzata. L’agguato a Carmine Amoruso fallì miseramente, una pistola inceppata consentì all’ex pentito – già scampato a un raid di piombo 12 anni fa – di sopravvivere. Parte dei proiettili partiti dalle armi dei due sicari si conficcarono nel cofano della Ford Puma su cui viaggiava Amoruso. Soltanto uno colpi l’ex pentito a una spalla, senza tuttavia provocare gravi danni di salute all’ex collaboratore dello Stato che nel frattempo aveva nuovamente messo in piedi un giro di affari illeciti all’ombra del Vesuvio. Poche settimane dopo quell’agguato Rosario o’ minorenne e Nicola Francese vennero fermati dall’Antimafia di Salerno. Mentre un’inchiesta dell’Antimafia di Napoli inchiodò lo stesso Giugliano nell’ambito di una faida con l’altro clan poggiomarinese, che fa capo al figlio del boss o’ Savariello. Alcuni giorni fa in carcere è finito anche Carmine Amoruso – detto o’ riccio – tornato in carcere e finito al centro di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Per la Dda Amoruso aveva approfittato degli arresti eccellenti di fine aprile – tra cui quello di Rosario Giugliano, appunto – per provare a prendere il controllo del territorio di Poggiomarino. Insieme al fratello Marco e a Luca Garante – anche loro travolti dall’inchiesta di una settimana fa – stavano pianificando anche l’omicidio del titolare di una rivendita di auto, un pregiudicato vicino al boss o’ minorenne.

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